Sicurezza
Coordinamento e comitato allattacco della Provincia: «Non pubblica il report»
«Diossina, analisi in ritardo»
M.B.
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Linceneritore di via Tobagi, a Montale Attesa anche per conoscere il consumo di carboni attivi
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MONTALE. Cresce l'attesa del coordinamento dei comitati della Piana e del comitato per la chiusura dell'inceneritore di Montale per la pubblicazione dei report degli autocontrolli di maggio e giugno sulle emissioni dell'impianto di via Tobagi. In quello di aprile, ultimo pubblicato, «mancano i puntuali quantitativi dei consumi dei carboni attivi. Questa mancanza - spiegano i movimenti anti-inceneritore - è molto grave perché l'autorizzazione provinciale Aia impone rigorose procedure per la loro misurazione e puntuale registrazione. Il carbone attivo serve solo a ridurre ma non eliminare, l'emissione degli inquinanti ed esso è ritenuto causa del grave inquinamento del 2007. Se la misurazione puntuale del consumo dei carboni attivi non viene fatta a regola, l'impianto deve chiudersi perché funziona fuori ogni efficiente controllo dei sistemi di abbattimento». «Che l'impianto sia esposto a pericolose "criticità funzionali" non è cosa nuova - sottolineano comitato e coordinamento - Lo dichiara la stessa Provincia nella diffida fatta a carico del gestore (ord. 779 del 21 aprile 2011) che impone prescrizioni da attuarsi entro 20 giorni, ampiamente scaduti dalla seconda decade di maggio! Dopo aver dichiarato conclusa la procedura di manutenzione straordinaria, per il superamento dei valori limiti d'attenzione della diossina ripetutisi nei mesi precedenti, la Provincia ammette che l'impianto è "fuori controllo", diffida il gestore e gli impone di «predisporre una procedura certa per verificare l'efficacia dei sistemi di abbattimento, le procedure di controllo, gli interventi di manutenzione degli stessi, la verifica del mantenimento dell'efficienza, la costanza dei parametri di riferimento nonché la registrazione delle operazioni di verifica e di controllo dei parametri suddetti al fine di predisporre eventuali azioni correttive per il mantenimento dell'efficienza dei sistemi di abbattimento». «Ebbene - proseguono dal fronte anti-inceneritore - niente di ciò sembra essere stato assicurato o controllato dalle autorità. Se la risposta alle prescrizioni, già previste dall'autorizzazione e da altre ordinanze non ottemperate, è l'omissione del dato sui consumi di carboni attivi nel report d'aprile oltre a quelli di maggio e giugno, ebbene allora, non ci resta che denunciare l'opaco comportamento causa di giustificata inquietudine. Gli unici dati che abbiamo disponibili, su consumi puntuali di carboni in aprile, sono di 4 Kg/h medi già dichiarati nei verbali trasmessi da Arpat del 3 maggio 2011, che registravano un loro esagerato utilizzo, addirittura 10 Kg l'ora! Ebbene, perché tanto spreco? Perché nel report di aprile non c'è traccia dei consumi per i giorni dove non si effettuavano i controlli? Perché non c'è traccia neppure nei report di maggio e giugno? Dobbiamo, come sempre, temere il peggio attendendoci ulteriori sforamenti?».
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