Il Tirreno

Pistoia

«Quegli ostelli improvvisati»

Come sempre un festival che si è portato dietro polemiche: protestano anche gli albergatori
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Come sempre un festival che si è portato dietro polemiche: protestano anche gli albergatori

Confesercenti all'attacco: Blues senza regole

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 PISTOIA. Cartellone di tutto rispetto, ma pochi controlli e scarsa attenzione agli operatori locali. E' quanto emerge, a seguito del Pistoia Blues, dagli interventi di alcuni albergatori, ristoratori e dirigenti della Confesercenti.  Secondo Alessandro Olmi, «per attività consolidate il Blues è quasi un ostacolo al lavoro costruito durante il resto dell'anno».  «La rassegna musicale - sottolinea - non fa che evidenziare le difficoltà che si possono rilevare continuamente oramai dal giovedì al sabato sera nei parcheggi, nella mancanza di educazione e in una crescente inciviltà nell'approcciarsi alla città, diventata quasi una casbah impenetrabile la sera fino a tarda notte, con conseguenze negative non solo per i monumenti, ma anche per i residenti e per la clientela più o meno abituale, che trova sempre maggiore difficoltà a venire in centro. Problematiche, queste, che vengono amplificate durante il Festival».  «Il Blues è un evento unico, con un programma degno di nota - dice Ilaria Nardi, presidente della neonata Aigo Confesercenti, associazione che difende i diritti delle strutture di accoglienza extralberghiera - ma il lavoro che ne deriva è occasionale e non edificante, quasi fosse un'opportunità unica per la cassa, ma non per lo sviluppo a lungo termine della città. E poi un maggior controllo oltre piazza del Duomo sarebbe auspicabile, in quanto a Pistoia, negli ultimi giorni, si è visto fare di tutto: dalle vendite senza controllo ad atmosfere da circo (nel senso peggiore del termine). I normali clienti ne stanno alla larga e la conseguenza è che quest'anno, in particolar modo, l'atmosfera che si è respirata tra noi operatori è stata quanto mai pesante».  «In città, in questi giorni - spiega Riccardo Chelucci, presidente provinciale di Asshotel Confesercenti - si sono visti aprire e chiudere persino ostelli alla stazione centrale (San Michele, ad esempio), dove, come recitavano i volantini, si poteva dormire veramente con pochi euro. Il problema dell'abusivismo non è certo nuovo, ma durante il Blues le iniziative in questo senso si moltiplicano, con buona pace della sicurezza dei clienti, dei residenti e anche degli operatori, che regolarmente lavorano e contribuiscono alle casse istituzionali e a dare un servizio che in queste occasioni risulta più complicato del solito».

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