Sicurezza
«Con l'auto gli ho sbarrato la strada»
Beatrice Faragli
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Il sindaco Renzo Mochi al volante della sua Fiat Sedici Mochi rivive l'inseguimento: non c'ho neanche pensato, ho iniziato a rincorrerlo
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PISTOIA. Da sindaco a sceriffo per un giorno. Di lasciarsi portar via la sua Fiat Sedici da sotto il naso, Renzo Mochi, non ne aveva proprio intenzione. Così mercoledì pomeriggio, scordata la prudenza e munito d'incoscienza - o di coraggio, dipende dai punti di vista - il primo cittadino di Serravalle Pistoiese s'è lanciato in un inseguimento a suon di falcate. Il ladro d'auto, alla fine, è scappato: «Avrà avuto vent'anni ed era anche alto», racconta il sindaco, quasi a volersi giustificare per quello scatto interrotto dopo qualche decina di metri. La macchina però è in salvo. A riprendersela sono stati gli stessi coniugi Mochi. «L'abbiamo prima seguito, poi sorpassato e, infine, chiuso per non dargli nessuna via di fuga - ricorda -. Lui ha lasciato l'auto in mezzo alla strada, ha tirato il freno a mano e ha provato a scappare». Ed è qui che il primo cittadino s'è fatto prendere dall'istinto. «Sono sceso anch'io e gli sono andato dietro - dice -. Non sono stato molto a pensare, ho avuto una reazione immediata. Tutto s'è consumato in un attimo. Ho attraversato la strada e ho cercato di infilarmi in una di quelle viuzzole che scendono verso la zona industriale di Serravalle e che il ladro aveva imboccato a piedi. Lui però, mentre io stavo ancora in cima, era già alla stazione dei treni. Mi sono messo a correre ma mi premeva anche spostare la macchina dalla strada così, dopo poco, son tornato indietro». Tutto è iniziato qualche minuto prima, mentre il sindaco stava lavorando all'allestimento della Festa Democratica in paese. «Eravamo a Masotti a prepararci per l'apertura dell'evento organizzato dal Pd - spiega -. Avevo parcheggiato la macchina nel piazzale di fronte alla ferrovia. Eravamo tra di noi, chi s'immaginava una cosa del genere». È per quello che aveva lasciato la chiave inserita. E' stata la moglie, in arrivo da Pistoia, a dare l'allarme e a innescare l'inseguimento. «Lei ha incrociato la mia macchina per strada e ha persino suonato pensando che fossi io. Subito però ha tirato un'occhiata all'auto e ha visto che dentro non c'ero. Arrivata al circolo Arci è diventato tutto chiaro: la mia Fiat non era più nel parcheggio. Così ci siamo rimessi in strada e siamo andati immediatamente a cercarla. Abbiamo avuto fortuna. Il ladro infatti, nel frattempo, aveva deciso di tornare indietro e noi ce lo siamo ritrovati praticamente accanto. L'abbiamo seguito per un po' e poi bloccato. Dopo pochissimi minuti sono arrivati i carabinieri». «Ora - confessa Mochi col senno di poi - anch'io mi rendo conto che ciò che mi è stato detto ieri (mercoledì, ndr) dalle forze dell'ordine sia la cosa più sensata: è meglio che lo prendano loro il ladro».
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