Gioco
Bimba di 4 anni contesa il padre accusa la Giustizia italiana
Tiziana Gori
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PISTOIA. Una bambina contesa, un padre amareggiato che ritiene le istituzioni italiane «indifferenti nei confronti di una cittadina italiana». Sua figlia, appunto. La bimba ha quattro anni e (quasi) quattro mesi. Suo padre, Franco Mazzei, 43 anni, non la vede da settembre del 2010. L'ultimo contatto con la figlia, che vive in Austria con la madre, Petra Simkova, 31 anni, e il marito di lei, è stato su Skype a febbraio. Da allora più nessuna notizia. I legali che seguono il suo caso, gli avvocati Chiara Mazzeo e Vito Di Berardino, pensano a un esposto in Procura e a una richiesta d'intervento del Tribunale di Vienna, perché regolamenti il diritto di visita del loro assistito. Franco Mazzei, cuoco in un ristorante cittadino, e la madre Franca Barbini, 67 anni, hanno deciso di rendere pubblica la vicenda che ha sconvolto la loro famiglia. La convivenza tra Franco e Petra, cittadina ceca, è durata 5 anni. Nel 2007 è nata la loro figlia, con una leggera patologia ma bisognosa di cure e assistenza. Il post parto sarebbe stato, raccontano Mazzei e la madre, un periodo difficile per Petra, che avrebbe detto spesso di non sentire come sua quella bimba così fragile. «A quei tempi - spiega Franco - lavoravamo insieme in un ristorante a Gavinana. Lei mi disse che il lavoro non le piaceva. Parlava quattro lingue e ad un certo punto, m'informò che aveva l'opportunità di lavorare come interprete a Vienna. Le dissi di andare. Si trasferì a Vienna alla fine del 2008. Ma iniziò a tornare sempre più sporadicamente». «In quei mesi - aggiunge Franca - eravamo noi a prenderci cura della bimba. Abbiamo documenti dell'ospedale Meyer e di quello di Pescia, che testimoniano le cure eseguite in Italia». Ad un certo punto Petra suggerì un centro austriaco specialistico per la figlia. Il padre acconsentì. Dall'ottobre 2009 al maggio 2010 la piccola fu così portata diverse volte in Austria per curarsi, ma il resto del tempo, dice il padre, viveva a Pistoia, con lui e la nonna. Nel maggio 2010 Franco venne a conoscenza, tramite la convocazione contenuta in una rogatoria internazionale, di un procedimento avviato dalla Simkova presso il Tribunale di Brno, per l'affidamento esclusivo della piccola. «Tutto d'un colpo - afferma Mazzei - abbiamo scoperto che si era anche rifatta una vita. Si era sposata a luglio del 2009 con un ingegnere informatico austriaco. Eppure, dopo era tornata a Pistoia. Ha passato alcuni giorni qui, senza dirmi niente. E, sempre nel maggio del 2010, abbiamo anche scoperto che era incinta». «Esiste - spiega l'avvocato Mazzeo - un regolamento europeo, il 2201 /2003, che disciplina i rapporti tra Stati in materia di responsabilità genitoriale. Per avere efficacia nello Stato dell'altro genitore, il Paese che emette il provvedimento deve essere quello di residenza abituale del minore, ma all'altro genitore deve essere garantito il diritto di difesa. In questa vicenda il mio cliente non è stato semplicemente messo in condizioni di difendersi». Nel maggio 2010 Mazzei presenta un ricorso al Tribunale dei minori di Firenze, chiedendo l'affidamento condiviso e, in via d'urgenza, il collocamento presso la propria residenza, specificando che la figlia non ha mai abitato a Brno e risiede abitualmente in Italia. La risposta favorevole del Tribunale, giunge il 22 giugno 2010. Ma ad agosto, la nuova svolta. «Siamo stati chiamati - spiega l'uomo - in udienza urgente dal Tribunale dei minori di Firenze. Petra, tramite l'autorità centrale italiana del Ministero di grazia e giustizia, aveva chiesto il rimpatrio della bimba in Austria perché, sosteneva, la bimba risiedeva stabilmente lì. Tra la documentazione prodotta, la testimonianza di un vicino e l'iscrizione all'asilo. In quell'occasione - afferma Mazzei - non ho avuto la possibilità di presentare alcun documento. La Procura minorile di Firenze ha ordinato il rimpatrio di mia figlia, un provvedimento immediatamente esecutivo». «Abbiamo chiesto - interviene Di Berardino - i tempi tecnici per produrre la nostra documentazione. Non ci sono stati dati». A quel punto, Mazzei rifiuta di consegnare la bambina. Anzi, porta lei e la madre Franca in un convento, dove la signora Barbini si occupa per 16 giorni della bimba. La Procura chiede la decadenza della patria potestà per Mazzei (su cui pende tuttora un procedimento per sequestro di minore) per il suo rifiuto di rispettare l'ordine del giudice. «Sapevo - si giustifica l'uomo - che non l'avrei più rivista, ma su intervento del sostituto procuratore di Pistoia Giuseppe Grieco, ho parlato di nuovo con la madre della bimba. Lei mi ha garantito che avrei potuto vederla». La piccola viene consegnata alla madre il 17 settembre del 2010. «L'ho sentita alcune volte al telefono - racconta Mazzei -. L'ultima volta l'ho vista su Skype a febbraio. Poi, più niente». Il 29 giugno 2011 la Corte d'appello di Firenze invita le parti a raggiungere un accordo sull'esercizio della genitorialità. «In pratica - afferma Mazzeo - la vicenda è rimbalzata su tre Stati senza che nessuno abbia regolamentato l'affidamento». Mazzeo e Di Berardino sono pronti a presentare un esposto alla Procura di Pistoia contro le istituzioni italiana per la scarsa tutela dimostrata nei confronti della minore, e soprattutto, a chiedere al Tribunale dei minori di Vienna la regolamentazione del legittimo diritto di visita del padre.
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