Toscana
Nelle amministrazioni pagamenti bloccati dal Patto di stabilità. Gori: «È una ingiustizia, noi siamo virtuosi»
Accordo per pagare i fornitori
Beatrice Faragli
I Comuni si sono affidati alle banche, ma i costi sono a carico delle imprese
3 MINUTI DI LETTURA
QUARRATA. C'è chi è arrivato a un accordo ormai da mesi e chi, invece, è al lavoro per chiudere l'intesa proprio in questi giorni. Per tutti i Comuni però lo strumento adottato, o in via d'adozione, è lo stesso: affidarsi alla banca, la Caripit, per pagare i propri fornitori in tempi decenti. L'operazione tuttavia ha ovviamente un costo e non dappertutto sembra che il gioco - gli interessi che l'impresa dovrebbe accollarsi per riscuotere (tecnicamente si tratta di un anticipo su fattura fino al 100% assistito da certificazione) - valga la candela. Il rovescio della medaglia, stavolta positivo, consiste in una boccata d'ossigeno per le aziende creditrici, che così risolvono il problema della liquidità nel breve periodo, e anche per i Comuni, stretti dalla normativa sul Patto di stabilità (obiettivo finanziario che l'ente deve far quadrare anche a costo di sospendere o rallentare, ma veloci in verità non sono mai stati, i pagamenti). Quarrata. «La prossima settimana - annuncia il sindaco Sabrina Sergio Gori - firmeremo l'accordo con la Cassa di risparmio di Pistoia e Pescia». Finora, secondo il primo cittadino, di una simile intesa non ce n'era stato bisogno. «Meglio questo che nulla», dice sulla nuova possibilità prospettata ai fornitori. «L'ingiustizia - spiega la Gori - sta alla base del patto di stabilità, nel taglio lineare a tutti gli enti. Noi siamo un Comune virtuoso con una buona autonomia finanziaria. Solo per fare un esempio, gli oneri di urbanizzazione vengono sempre e solo utilizzati per gli investimenti sul territorio, mai per la spesa corrente e abbiamo effettuato tutti i pagamenti del 2010 ai creditori. Ecco, un ente come il nostro, che avrebbe la possibilità di fare, non può fare per un meccanismo ingiusto. Nell'ingiustizia cerchiamo almeno di favorire al massimo quelli che lavorano». Agliana. Quello aglianese è l'unico Comune a prendere una posizione netta sui pagamenti anticipati. «Ci sembra poco etico - spiega l'assessore al bilancio Santini - che il fornitore si debba accollare i costi di una decisione statale. Noi non lo incentiviamo né da un punto di vista politico né tecnico». Ad Agliana, che è in pari con i pagamenti del 2009 ma ha ancora da saldare diverse cose dell'anno passato, l'intesa è in vigore dal 2010. «Nessun fornitore però - dice la Santini - ha mai usato questo strumento e anche quei pochi che sono venuti nei nostri uffici a informarsi, forse solo uno, ha preferito non usarlo». Montale. L'amministrazione montalese ha chiuso l'accordo a marzo di quest'anno. «La chiamerei - dice il vicesindaco Gianna Risaliti - una convenzione di equità. E' un modo per consentire alle aziende stesse di riscuotere anticipatamente». La valutazione del centrodestra montalese è sicuramente opposta a quella del centrosinistra di Agliana, e anche i risultati, a quanto pare, non coincidono: «Alcuni dei nostri fornitori - aggiunge infatti la Risaliti - ne hanno usufruito». Serravalle Pistoiese. Già attivata l'intesa, sempre con Caripit, nel 2010. Quest'anno (per il pro soluto) il Comune ha firmato l'accordo anche con Credem. «Per ora quelli che hanno usato questo strumento - spiega il vicesindaco Patrizio Mungai - sono davvero pochi. E' un buon accordo ma che, pur permettendo la riscossione anticipata, crea anche un danno al fornitore». Qui a Serravalle solo i pagamenti del 2008 si possono dire saldati. Sul 2009 c'è ancora qualche ritardo e per quelli del 2010 l'ente è fermo ad agosto.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
