Il dolore
«Abolendo le Province non si risolve niente»
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Federica Fratoni La presidente Fratoni critica sulla proposta di legge regionale
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PISTOIA. Federica Fratoni, presidente della Provincia, interviene sulla proposta di legge approvata dalla giunta regionale Toscana per il sistema delle autonomie locali. «Abolizione delle Province - scrive Fratoni - una proposta che riecheggia da diverso tempo in maniera trasversale, negli orientamenti politici di destra e in quelli di sinistra, e che, negli ultimi tempi, sembra essere diventata la soluzione a tutti gli sprechi, con il rischio di scadere in riflessioni superficiali, dichiarazioni improvvisate e, soprattutto, in generalizzazioni tali da far perdere di vista il punto fondamentale». «Le Province non vanno toccate, ne messe in discussione e tutto deve essere lasciato così com'è? - chiede Fratoni - Assolutamente no. Non è questo il messaggio che con Upi abbiamo voluto dare, né il tentativo estremo di salvare la poltrona, anzi». «Il testo approvato dalla giunta regionale - prosegue la presidente - peraltro diverso in parte rispetto a quello sottoposto all'attenzione e pattuito in precedenza con le Province, se, da un lato, si inserisce in un percorso di fusione di funzioni fra enti, dall'altro, anziché semplificare la struttura burocratica, istituisce nuovi organi, senza favorire un risparmio di denaro pubblico. Le cosiddette Unioni dei Comuni, infatti, così come descritte nella proposta di decreto, vengono considerate delle "istituzioni di governo" vere e proprie, ovvero nuovi soggetti istituzionali, con statuto, rappresentanza e organi, ma privi di quella rappresentatività popolare, che è assicurata ai Comuni e alle Province proprio dal testo costituzionale. Nuovi soggetti, non espressione diretta di un elettorato, ai quali vengono devolute anche quelle materie oggi attribuite alle Comunità montane e originariamente pertinenti alle Province, ovvero l'agricoltura, la forestazione e la bonifica. Dove stanno i tagli veri e dov'è il risparmio in una operazione simile? E quali benefici ne dovrebbero trarre i cittadini e le imprese, se non che un ulteriore complicazione?» Di tutt'altro avviso Oreste Giurlani, presidente dell'Uncem, l'unione delle Comunità montane. «Le Province - ha dichiarato Giurlani - farebbero bene a chiedere ai cittadini dei territori montani cosa realmente vogliono. I 168 Comuni che Uncem Toscana rappresenta vedono nelle Unioni dei Comuni derivanti dal superamento delle Comunità montane, lo strumento migliore e, anzi rafforzato, in grado di dare più potere ai Comuni, veri protagonisti della governance del territorio. Le Province sarebbero in grado di svolgere tutte le funzioni che fino ad oggi hanno svolto le comunità montane?»
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