Il Tirreno

Pistoia

Iacchetti canta e chiede scusa

Beatrice Faragli
Enzo Iacchetti
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Enzo Iacchetti

Serata in musica all'insegna di Giorgio Gaber

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 MONTALE. Un disco omaggio sarebbe stato troppo retorico: «I gaberiani non te la perdonano l'imitazione». Ma l'interpretazione, quella sì, che te la perdonano. Anzi, applaudono pure. «E anche Giorgio Gaber si sarebbe divertito a vedere questo spettacolo».  Stasera, alle 21.30, ultimo appuntamento dello "Smilea estate 2011", con "Chiedo scusa al signor Gaber". Protagonista, ideatore, padre sentimentale e contaminatore di canzoni è Enzo Iacchetti, storico presentatore di "Striscia la notizia" e, prima di tutto, «attore di palcoscenico». Lui, il signor G, lo conosceva bene. Spesso andavano a mangiare insieme. La figlia del maestro, negli anni Novanta, gliel'aveva presentato.  «Era nell'ufficio stampa di Striscia - racconta Iacchetti - così, una sera, le chiesi un biglietto per andare a vedere il padre. Dopo lo spettacolo lui mi disse: vuol venire a cena stasera? Io immaginavo già che saremmo stati una trentina e mi vedevo là, in fondo al tavolo, a guardarlo da lontano. Invece eravamo solo io e lui». Cortese, dolcissimo, «l'anti-vip per eccellenza». «Gaber - dice - andava a casa a piedi. Non aveva bisogno di tutte quelle guardie del corpo che oggi si vedono intorno a certi personaggi usciti dai reality. Lui mi insegnava qual era la via da seguire: quella dell'ironia gentile. Quando gli dicevo "io non voglio fare più tv" lui mi rispondeva: "Ma sei matto? Tu puoi fare la buona tv"».  "Chiedo scusa al signor Gaber" nasce anche da questo. Dal rapporto privilegiato che "Enzino", padrone di casa del Festival di Viareggio dedicato all'artista, aveva con il maestro del teatro canzone. «Maestro - precisa Iacchetti - lo era anche prima di conoscerlo. Quando non sapevo come reagire a una situazione sociale o politica andavo a vederlo: o risolvevo ogni cosa oppure uscivo con i problemi raddoppiati».  Perchè Gaber ti fa pensare, vedere, partecipare, essere libero. La scintilla, audace, s'è accesa una sera in osteria. «L'idea del disco (da cui poi è nato lo spettacolo in scena stasera a Villa Smilea, ndr) è venuta per caso. Eravamo in giro, io e la Witz Orchestra, per i teatri italiani. Dopo cena, in mano una chitarra, abbiamo inziato a suonare, contaminandola, "Barbera e Champagne", e il pezzo è subito riuscito».  Così, con perizia estrema negli arrangiamenti, tant'è che prima di tutto queste canzoni riviste sono opere di qualità, il gruppetto d'artisti capeggiato da Iacchetti ha tirato fuori un disco per la gente: per Gaber, per gli amanti e per chi, ancora, il signor G non lo conosce. Il primissimo repertorio, quello dei tempi in cui il maestro faceva tv, viene mischiato alle melodie contemporanee. "Per colpa di chi" di Zucchero o "Tanto tanto tanto" di Jovanotti irrompono sulle note gaberiane. «Diventa un gioco» spiega l'ideatore dell'opera. E il titolo, comunque, è già un' ammissione di colpa. «E' una delle prime cose che abbiamo deciso, come per mettere le mani avanti».  Invece, tutti, persino gli irriducibili di Gaber, quelli che, "spietati", in caso di errore non fischiano ma restano in silenzio - «che è ancor peggio» dice Iacchetti - sono stati i primi ad applaudire. In mezzo, tra una canzone e l'altra, l'artista porterà alla Smilea i suoi monologhi ironici, divertenti e anche "cattivi", sull'attualità. E intanto, ci lascia l'impronta del maestro: «Un uomo - ricorda - assorbito dal pubblico. Generoso. Faceva due ore e mezza di concerto e poi, se gli chiedevano il bis, restava ancora per un'ora. Più chiedevano e più faceva. Nei camerini era uno straccio, sfinito. Eppure accoglieva tutti».  Biglietti: Teatro Manzoni, Urp montalese, Box Office, Segnali di fumo (Montale), La Burla (Montale), www.teatridipistoia.it. Costo 12 euro.

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