Il Tirreno

Pistoia

L’assessore provinciale difende il progetto da 10 milioni di euro quasi giunto a completamento

«Più sicurezza e tempi più brevi»

Uno dei tornanti della Modenese durante i lavori d’ampliamento
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Uno dei tornanti della Modenese durante i lavori d’ampliamento

Carreggiata e raggio dei tornanti ampliati in un tratto di nove chilometri

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 PISTOIA. Due lotti da 10 milioni di euro per la messa in sicurezza di via Modenese. Nove chilometri da Ponte Calcaiola a Le Piastre, su un dislivello di circa 700 metri. Allargamento della carreggiata, ampliamento del raggio dei tornanti, miglioramento della visibilità.  Questi, per la Provincia, gli obiettivi dell'opera che, dopo oltre sei anni di interventi, è giunta quasi a fine.  Il primo lotto, progettato nel 2003 e iniziato poco più di un anno dopo, è già stato terminato: è stata deviata la strada in alcuni punti, nei pressi dei tornanti più acuti sono state addolcite le curve.  I lavori che sono attualmente in corso d'opera appartengono invece al secondo lotto. Per completare i lavori, adesso, manca soltanto l'apertura di un altro cantiere, all'altezza della frazione di Tani, e poi sulla Modenese non sono previsti altri lavori.  Nel complesso, il costo dei due lotti è stato di circa 10 milioni di euro, in parte derivanti da finanziamenti regionali e in parte - per i lavori sulla variante di Limestre - provenienti dai fondi della ex gestione Anas.  «Adesso - spiega l'assessore alla Mobilità e ai lavori pubblici, Mauro Mari - il fondo stradale ha una larghezza di 10 metri, ogni corsia è larga 3,5 metri e ci sono le banchine laterali. I tornanti più stretti sono stati addolciti in modo che il raggio di curvatura consenta anche ai tir e agli autobus di svoltare agilmente senza invadere la corsia opposta, così come previsto dal codice della strada. Fino ad ora, infatti, per i mezzi pesanti era proprio impossibile girare rimandendo sulla propria corsia. La soluzione di questo problema ha permesso una percorribilità della strada in maggiore sicurezza e ha anche accorciato i tempi di percorrenza per gli automobilisti. Su quelle curve strette in cui l'intervento di ampliamento o modifica del tracciato non è stato possibile, siamo interventuti con la rimozione di tutti gli impedimenti che potevano diminuire la visibilità. Dai tempi del Gran Duca ad oggi l'unico intervento che era stato fatto sulla via Modenese risaliva agli anni '70. Era chiaro che prima o poi sarebbe stato necessario aprire dei cantieri. Questo è stato possibile grazie a un piano stilato nel 2001 tra Regione ed enti locali». M.Q.

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