Il Tirreno

Pistoia

«Mancano medici, ortopedia al collasso»

Drammatica secondo la Cisl la situazione nel reparto di ortopedia del Ceppo
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Drammatica secondo la Cisl la situazione nel reparto di ortopedia del Ceppo

La denuncia della Cisl: «760 pazienti in lista d'attesa»

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 PISTOIA. Ortopedia del Ceppo al collasso. La denuncia è della Funzione pubblica della Cisl, lo stesso sindacato che pochi giorni fa ha inviato al presidente della Regione Enrico Rossi una petizione con quasi 2300 firme contro i tagli prospettati dalla Asl 3 alla sanità pubblica pistoiese.  Francesco Paoli, Antonino Colantoni e Andrea Bini, della Cisl Fp, denunciano a mezzo stampa anche la situazione che, secondo il sindacato, si è venuta a creare all'ortopedia del Ceppo.  «È al collasso - affermano - come del resto quella di Pescia, mentre ad alto rischio è quella dell'ospedale Pacini di San Marcello. La causa di tutto questo è la mancanza di ortopedici, che a seguito di pensionamenti e trasferimenti non sono stati sostituiti.  All'ospedale di Pistoia ci sono 760 pazienti in lista di attesa e a quello di San Marcello 140. A Pistoia dai primi di giugno sono garantite soltanto le urgenze e viene attivata soltanto una sola sala operatoria per carenza di ortopedici e di anestesisti. Entro settembre due ortopedici lasceranno il Ceppo per altri luoghi di lavoro (di questi non ne è, al momento, prevista la sostituzione) e l'organico che ne prevede 18 scenderà a 12. Poiché la matematica non è un'opinione viene spontaneo chiedersi come sia possibile - proseguono - smaltire le liste di attesa, garantire le urgenze, le visite ambulatoriali e la chirurgia ortopedica di San Marcello. A proposito di quest'ultima come si può parlare di chiusura vista la lunga lista di attesa e poiché questa sarebbe riversata su Pistoia come potrebbe essere gestita se al momento attuale Pistoia riesce a garantire soltanto le urgenze?».  Non è neppure fattibile, secondo la Cisl, l'idea della direzione di far interagire gli specialisti tra gli ospedali di Pistoia e Pescia, visto che, anche in quest'ultimo, la situazione è assai stridente sempre per mancanza di ortopedici. «A nostro avviso per dare dignità di cura e non una sanità negata ai cittadini della provincia è necessario, anzi doveroso, che l'Azienda provveda ad assumere medici ortopedici e la Regione Toscana ad assegnare fondi economici, quantomeno identici a quelli che sono stati erogati ad altre province della nostra regione».  «E' sotto gli occhi di tutti - affermano - il risultato che la sanità pubblica ha prodotto in questi ultimi anni, ma nessuno, come al solito, ne paga le conseguenze: né politici né burocrati. Al cittadino che avrà sempre meno servizi e si troverà sempre di più a fare i conti con le chilometriche liste di attesa vengono forse diminuite le tasse? Non sembra che sia così, anzi ne paga sempre di più per un servizio che non ha e la cui qualità, a causa delle carenze di organico, è sempre più in declino. E' altresì assurdo che un cittadino che ha la necessità impellente di curarsi debba attendere mesi e mesi per una visita, un esame o un intervento e che alla fine sia costretto a ricorrere a strutture private con costi a suo carico Sorge a tal punto spontanea una domanda: "Ma le liste di attesa sono forse utili a qualcuno?».

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