Sicurezza
I residenti del centro dicono basta ai "selvaggi"
Marta Quilici
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PISTOIA. Una centralina di monitoraggio del rumore sulla Sala, un contributo comunale per l'insonorizzazione degli infissi delle case, sfoltire i banchi del mercatino etnico durante il Blues, rafforzare l'ordine pubblico, chiudere piazzetta Romana, aumentare il numero di bidoni per la spazzatura e bagni pubblici.
Tante le proposte emerse dall'accesa assemblea di lunedì sera del coordinamento spontaneo dei residenti del centro. Dopo gli scontri delle ultime settimane con l'amministrazione, culminati con un accordo sulla movida tra commercianti e Comune, che gli abitanti non hanno né firmato né condiviso, i residenti si trovano adesso a raccogliere i cocci lasciati dal Blues, o meglio, da quella baldoria che domina le vie del centro durante i tre giorni del Festival.
«Se il problema si limitasse a quei tre giorni - spiega il coordinatore Andrea Sabatini -, sarei anche disposto a fare dei sacrifici: lasciare l'auto lontano da casa per far posto ai banchini, sopportare un po' più di caos la sera. Il fatto è che il Blues ormai non è che il climax di una situazione che dura tutta l'estate».
Condannati da tutti, gli episodi di vandalismo come quello dell'ambulanza parzialmente distrutta in piazzetta Romana. «Lo sporco per strada e l'urina sulla porte sono segni di inciviltà - commenta Marco Baldini -, ma c'è anche da chiedersi se non è il caso di installare in estate nuovi bidoni e nuovi bagni pubblici».
«Uno dei problemi - spiega Patrizia Balestrucci - è la concentrazione di tanti eventi nello stesso periodo e nelle stesse strade. Sarebbe necessario decentrarne alcuni». «Durante il Blues il mercatino potrebbe essere fatto altrove» suggerisce Cinzia Pasquini come soluzione al problema dell'intasamento di via Curtatone, via Cavour, via Buozzi che rende difficile il passaggio dei mezzi di soccorso.
«Nei tre giorni di Blues - spiega Stefano Loli - si svende la città a un'orda di selvaggi, nonostante sia nota la presenza di spaccio e di vendita di merce ocntraffatta». «Io abito in piazzetta Romana - spiega Isetta Bongi - e quando c'è il Blues me ne vado. Solo una volta sono rimasta, ma finché potrò non accadrà più. Mi sono sentita male a vedere cosa accadeva sotto casa mia. Mi sentivo assediata.
La piazzetta andrebbe semplicemente chiusa per quei tre giorni». Pur riconoscendo nel Blues una risorsa importante per Pistoia, anche Andrea Fusari, consigliere comunale Verdi e residente di via della Madonna, ha suggerito una serie di migliorie, come la disposizione dei banchini su una fila in via Curtanone per permettere il passaggio dei soccorsi. All'assemblea erano presenti anche alcuni ragazzi e frequentatori del centro che hanno suggerito l'incremento e una migliore segnalazione di bidoni della spazzatura e bagni pubblici.
Tra questi, Filippo Querci: «Il Blues si è sempre portato dietro un suo mercatino - spiega -. Prima però era dei fikkettoni, molto ridotto. Adesso sono gli stessi commercianti - non solo i pub - a vendere da bere ed è questo che ha creato ancora più confusione».
«E allora che siano anche i commercianti a contribuire a un servizio d'ordine», ha aggiunto Maria Mugnolo che ha lanciato anche un'altra proposta: «Se contro il nostro volere il centro storico deve ormai trasformarsi in discoteca a cielo aperto per tutta l'estate, allora che il Comune istituisca un contributo per l'insonorizzazione degli infissi dei residenti».
Un'altra ragazza, però, ha avvertito: «Meglio non fare andare via la gente dal centro. Altrimenti accade come a Prato: la città è deserta e in mano alla criminalità». Il capogruppo comunale del Pdl Alessandro Capecchi, con abitazione e studio in centro, ha sollevato il problema dell'alcol.
«Bisogna interrogarsi - ha spiegato - sul messaggio che vogliamo lanciare. Il giro di utenza del Blues è uscito dal circuito del campeggio e adesso sono gli stessi commercianti del centro a versare birra e sangria a volontà. Quello dell'alcol è un problema. Forse al mercatino si potrebbe iniziare a proporre i prodotti pistoiesi, sfruttando davvero il Blues come un'occasione di promozione della città».
Tante le proposte emerse dall'accesa assemblea di lunedì sera del coordinamento spontaneo dei residenti del centro. Dopo gli scontri delle ultime settimane con l'amministrazione, culminati con un accordo sulla movida tra commercianti e Comune, che gli abitanti non hanno né firmato né condiviso, i residenti si trovano adesso a raccogliere i cocci lasciati dal Blues, o meglio, da quella baldoria che domina le vie del centro durante i tre giorni del Festival.
«Se il problema si limitasse a quei tre giorni - spiega il coordinatore Andrea Sabatini -, sarei anche disposto a fare dei sacrifici: lasciare l'auto lontano da casa per far posto ai banchini, sopportare un po' più di caos la sera. Il fatto è che il Blues ormai non è che il climax di una situazione che dura tutta l'estate».
Condannati da tutti, gli episodi di vandalismo come quello dell'ambulanza parzialmente distrutta in piazzetta Romana. «Lo sporco per strada e l'urina sulla porte sono segni di inciviltà - commenta Marco Baldini -, ma c'è anche da chiedersi se non è il caso di installare in estate nuovi bidoni e nuovi bagni pubblici».
«Uno dei problemi - spiega Patrizia Balestrucci - è la concentrazione di tanti eventi nello stesso periodo e nelle stesse strade. Sarebbe necessario decentrarne alcuni». «Durante il Blues il mercatino potrebbe essere fatto altrove» suggerisce Cinzia Pasquini come soluzione al problema dell'intasamento di via Curtatone, via Cavour, via Buozzi che rende difficile il passaggio dei mezzi di soccorso.
«Nei tre giorni di Blues - spiega Stefano Loli - si svende la città a un'orda di selvaggi, nonostante sia nota la presenza di spaccio e di vendita di merce ocntraffatta». «Io abito in piazzetta Romana - spiega Isetta Bongi - e quando c'è il Blues me ne vado. Solo una volta sono rimasta, ma finché potrò non accadrà più. Mi sono sentita male a vedere cosa accadeva sotto casa mia. Mi sentivo assediata.
La piazzetta andrebbe semplicemente chiusa per quei tre giorni». Pur riconoscendo nel Blues una risorsa importante per Pistoia, anche Andrea Fusari, consigliere comunale Verdi e residente di via della Madonna, ha suggerito una serie di migliorie, come la disposizione dei banchini su una fila in via Curtanone per permettere il passaggio dei soccorsi. All'assemblea erano presenti anche alcuni ragazzi e frequentatori del centro che hanno suggerito l'incremento e una migliore segnalazione di bidoni della spazzatura e bagni pubblici.
Tra questi, Filippo Querci: «Il Blues si è sempre portato dietro un suo mercatino - spiega -. Prima però era dei fikkettoni, molto ridotto. Adesso sono gli stessi commercianti - non solo i pub - a vendere da bere ed è questo che ha creato ancora più confusione».
«E allora che siano anche i commercianti a contribuire a un servizio d'ordine», ha aggiunto Maria Mugnolo che ha lanciato anche un'altra proposta: «Se contro il nostro volere il centro storico deve ormai trasformarsi in discoteca a cielo aperto per tutta l'estate, allora che il Comune istituisca un contributo per l'insonorizzazione degli infissi dei residenti».
Un'altra ragazza, però, ha avvertito: «Meglio non fare andare via la gente dal centro. Altrimenti accade come a Prato: la città è deserta e in mano alla criminalità». Il capogruppo comunale del Pdl Alessandro Capecchi, con abitazione e studio in centro, ha sollevato il problema dell'alcol.
«Bisogna interrogarsi - ha spiegato - sul messaggio che vogliamo lanciare. Il giro di utenza del Blues è uscito dal circuito del campeggio e adesso sono gli stessi commercianti del centro a versare birra e sangria a volontà. Quello dell'alcol è un problema. Forse al mercatino si potrebbe iniziare a proporre i prodotti pistoiesi, sfruttando davvero il Blues come un'occasione di promozione della città».
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