La protesta
Quasi 14mila in piazza per Festival Blues
Michele Galardini
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La conferenza stampa sul Blues di ieri mattina Torna il pubblico degli anni d'oro, soddisfatti Comune e organizzatori
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PISTOIA. Che questa edizione del Festival Blues sia stata, nel bene e nel male, una delle più seguite e coinvolgenti degli ultimi anni lo confermano i dati portati ieri mattina da Giovanni Tafuro - direttore artistico della manifestazione - sul banco della conferenza stampa di chiusura. Biglietti totali venduti che sfiorano le 14mila unità (13.737 per la precisione), con un'affluenza media giornaliera superiore ai 4.500 ingressi. Senza contare che nella giornata di sabato le biglietterie sono state chiuse in anticipo, avendo già raggiunto il tutto esaurito di posti a sedere numerati, e oltre 500 abbonamenti per sabato e domenica. Un aumento considerevole se si guarda al calo delle scorse edizioni, con le 4.442 presenze giornaliere di media dell'edizione 2008 (tre giornate di festival più l'anteprima con i Jethro Tull), le 2.743 del 2009 (sempre distribuite su quattro giorni) e le 2.103 del 2010, che però facevano riferimento a cinque giornate di festival. Un dato che il sindaco Renzo Berti - al suo ultimo Blues da primo cittadino - prende a misura di un successo sia organizzativo che artistico, «a coronazione - afferma - di un percorso iniziato dieci anni fa con il mio primo mandato e che ha portato il festival a evolversi e ad aprirsi positivamente alla contaminazione dei generi. Un festival che deve diventare sempre meno un'emergenza per la città, per rispetto dei residenti del centro storico». Nella prima relazione inviata dal comando della Polizia municipale si parla di un numero sensibilmente inferiore di rilevanze per quanto riguarda il comparto abitativo del centro e l'incolumità dei presenti, con l'unico neo del danneggiamento dell'ambulanza in piazzetta romana che ha creato non pochi disagi. Un successo, ancora secondo il sindaco, anche per quanto riguarda la diversificazione dell'ordinanza, che ha permesso a molte famiglie di acquistare nelle ore pomeridiane bevande in vetro, e per l'efficienza degli addetti di Publiambiente, che, lavorando tutti per tutta la notte, sono riusciti a ripulire la città da circa 23mila chili di rifiuti totali, che, fatti due conti sulle presenze dentro e fuori i concerti, corrispondono più o meno ad un chilo di spazzatura per persona. Il Blues 2011 è stata l'edizione delle leggende, secondo l'assessore Mirco Vannucchi, «da James Burton a Robben Ford, Lou Reed, i membri dei Doors, fino ai giovani come Michele Beneforti. È importante valorizzare quello che Pistoia esporta fuori dalle mura, ovvero il marchio del suo Blues, così come farà James Burton, che mi ha confidato che parlerà del nostro festival durante un'intervista che farà tra pochi giorni a Nashville per la tv nazionale. Il Blues deve diventare un pubblico dominio dei pistoiesi». Notizie molto positive anche sul lato dell'organizzazione, con Giovanni Tafuro che si dice molto soddisfatto del potenziamento dell'impianto di amplificazione voluto quest'anno e dell'ottima visibilità avuta dal festival sui media nazionali «in un momento - ha detto - dove molti festival nazionali con budget di gran lunga superiore al nostro perdono grosse fette di pubblico, come l'Heineken Jammin festival e dove cresce sempre più la concorrenza dei festival vicini come il LuccaSummer». Un problema però andrà affrontato in vista della prossima edizione: quello dei posti a sedere in piazza, non molto apprezzati dal popolo del blues, pur essendo stata espressamente richiesta dagli stessi artisti. «In effetti - dice Tafuro - nella serata di sabato ci aspettavamo un pubblico più maturo e invece la maggior parte delle persone aveva un'età compresa fra i 18 e i 30 anni. La presenza delle sedie è stata funzionale a contenere il numero di giovani che durante il concerto si sono ammassati a ridosso delle barriere, che alla fine erano non più di 150».
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