Attenzione
HILARY THAVIS & GAIA GROOVE
Due stili e due nazionalità per un successo
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Hilary Thavis con uno dei componenti dei Gaia Groove 2 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. Due entità, due stili, due nazioni diverse. Eppure complementari. Da una parte Hilary Thavis, cantante di origine americana, dall'altra i Gaia Groove, band funk-rock romana. Dal loro incontro è nato il progetto col quale sono riusciti ad piazzarsi fra i vincitori di Sonorità Emergenti. Quando nasce il gruppo? «Intorno al 2002/2003 cominciamo a pensare di mettere su un gruppo. L'idea nasce all'interno del Saint Louis College of music di Roma, dove tutti noi studiavamo jazz. Prima di iniziare a creare pezzi originali abbiamo tutti avuto una lunga gavetta come turnisti in altre formazioni. La svolta avviene durante la nostra prima esperienza negli Usa. Siamo partiti con chitarre e valigia per cercare locali dove suonare. Abbiamo viaggiato da costa a costa, soprattutto a New York, dove abbiamo suonato in molti locali della storica Bleecker Street». Cosa cambiò? «Tutto, soprattutto dopo aver incontrato a Minneapolis Garrison Taylor, lo storico conduttore del programma radiofonico "A praire home companion" descritto da Robert Altman nel film "Radio America". Dopo siamo tornati due volte negli States, sempre assieme a Hilary Thavis, anche lei studente alla Saint Louis, che nel mentre si era unita stabilmente al gruppo. Con il suo ingresso decidemmo definitivamente di scrivere pezzi originali in inglese». Dall'America a Pistoia la strada è breve, giusto? «Quella di Sonorità Emergenti è stata una bellissima esperienza, soprattutto perché Pistoia non ha il traffico di Roma. È stata molto formativa a livello musicale e di autopromozione. Ci piacerebbe molto suonare all'Orange Jazz club, forse stasera ce la faremo». M.G.
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