Sicurezza
Uniser si guarda intorno
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Giuseppe Totaro e la sede di Uniser alle ex Breda Non più solo Firenze: porte aperte a facoltà di altre città
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PISTOIA. È tempo di cambiamenti importanti per l'Uniser. Ieri è scaduta la convenzione che legava Uniser all'Università di Firenze. La scorsa settimana è stato approvato il bilancio 2010 e proprio in queste settimane è in corso un lavoro di discussione, che proseguirà fino al rinnovo della convenzione con Firenze, per trasformare Uniser da un semplice distaccamento universitario a un polo per l'alta formazione legata al territorio. L'ombra della razionalizzazione e dei tagli imposti dalla riforma Gelmini per l'università, crea incognite di non poco conto in vista del rinnovo della convenzione. Un piano contro i tagli all'università. «Nell'assemblea del 5 luglio - dice l'assessore provinciale all'istruzione Paolo Magnanensi - tutti i soci hanno fatto delle proposte per raggiungere l'obiettivo di fare di Uniser un polo dell'alta formazione, ricerca e apprendimento a Pistoia. Questo, indipendentemente dalle decisioni che verranno prese dell'università in base ai tagli della riforma. Sappiamo che i distaccamenti avranno vita difficile. Noi lavoriamo perché, per esempio, i servizi turistici rimangano a Pistoia. Non c'è un problema di doppioni, ma ogni corso deve avere un certo numero di docenti: potrà permettersi l'università di mantenere un corso turistico distaccato?». Rivolgersi ad altre università. Per questo, uno degli obiettivi che l'assemblea si è prefissata è quello di volgere lo sguardo verso altre università, pur avendo un rapporto privilegiato con quella fiorentina. «Come la Provincia ha a cuore il corso turistico - spiega Magnanensi - altri soci hanno lanciato le loro proposte sulla base dei contatti con università diverse. Per esempio, un corso di architettura del paesaggio. La Fondazione Caripit, a sua volta, ha altri contatti. L'aspetto importante è quello di tenere le necessità del territorio al centro. Per questo, come Provincia, abbiamo raccomandato una stretta collaborazione con l'associazione Pistoia Futura e con i laboratori, da quello di Meccatronica al Pmi, al Cespevi». «Siamo in attesa di nuovi imput - dice il presidente Giuseppe Totaro - E' stato adempiuto a tutto quello che riguardava la mission iniziale. Quello pistoiese è un distaccamento universitario atipico, non solo perché qui non abbiamo corsi doppione di altri dell'università di Firenze, ma anche perché Uniser ha contribuito in modo significativo ai costi, compresi quelli per la sede. L'evoluzione del sistema universitario però impone dei cambiamenti nei rapporti fra facoltà toscane e noi vogliamo essere presenti offrendo soluzioni interessanti». La sede passa alla Fondazione Caripit. Questo è un altro nodo da sciogliere. Per la sede del polo universitario, fino ad oggi Uniser ha avuto il Comune come referente, in quanto proprietario dell'immobile all'ex Breda Est. Ora è cosa certa che l'immobile passerà alla Fondazione Cassa di risparmio di Pistoia e Pescia. «I soci, in particolare Provincia e Camera di commercio, chiedevano garanzie al riguardo e le hanno ottenute, come noi del resto - spiega Totaro - La Fondazione ha assicurato che la sede, almeno la parte di edificio che ci riguarda, resterà ad Uniser, e quindi il passaggio di proprietà avverrà all'insegna della continuità. E i soci, che su quella sede hanno speso cifre rilevanti, vogliono essere sicuri che, in caso di destinazione diversa da quella universitaria, quelle cifre non verranno perdute». In particolare, la giunta provinciale chiede ad Uniser di quantificare le somme versate dai soci per la realizzazione dei lavori della sede e la quota residua ancora da scomputare, che dovrà essere utilizzata a sconto affitto per gli esercizi futuri. In caso di vendita a terzi dell'immobile, la sede dovrà essere a disposizione di Uniser per un periodo congruo al recupero delle somme anticipate per i lavori. F.A.
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