Sicurezza
Michele, cresciuto a pane & blues
◗
Michele Beneforti (a destra) e lHot Love Trio in azione Con il suo Hot Love Trio, sarà tra i protagonisti della serata
3 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. Pistoia, da sempre fucina di giovani talenti musicali, quest'anno ha sfornato un diciannovenne chitarrista blues, che da qualche mese a questa parte sta girando per festival col suo neonato trio. Stiamo parlando di Michele Beneforti & Hot Love Trio, vincitori del workshop blues di Sonorità Emergenti. Da dove nasce la passione per la musica? «Letteralmente da quando ero nella pancia della mamma. Mio padre è un grande appassionato di blues ed è grazie a lui se mi sono appassionato alla musica da quando ero piccolo e suonavo le corde a caso con sotto le canzoni di Alex Britti. È stato grazie a lui se tutti gli anni da quando ho memoria, vengo al festival». In che misura è stato importante partecipare e vincere Sonorità Emergenti? Nonostante i nostri impegni lavorativi e non, le due settimane di corsi sono state bellissime. Nella prima avevamo lezioni singole e per la chitarra c'era il mio maestro Nick Becattini, mentre durante la seconda abbiamo fatto musica d'insieme con brani di Albert Collins, Stevie Wonder e shuffle classici. Abbiamo legato con altri musicisti, soprattutto con un gruppo che veniva da Verbania e con un altro originario di Roma. La sera uscivamo sempre insieme e siamo anche stati al Wallace di Prato a fare una jam session. Che storia ha la vostra band? Conosco i componenti dell'attuale formazione da molti anni ma è da pochi mesi che il nostro progetto ha preso il via definitivamente. Posso dire che il momento in cui mi sono reso conto di poter suonare così è stata la mia prima esibizione con un trio l'otto maggio 2009 alla concessionaria della Bmw a Sant'Agostino. Da lì l'idea di formare una band di persone che, come me, avessero da sempre vissuto a pane e blues. È strano perché in poco tempo la nostra carriera è cambiata radicalmente. Siamo stati al Santa Blues di Tenerife a giugno in apertura di Blue Lue Marini, ex sassofonista dei Blues Brothers, e abbiamo ricevuto recensioni molto positive dai giornali locali. Da pistoiese, cosa credi che sia cambiato nel festival negli ultimi anni? È sicuramente cambiato, ora è molto più rock, di blues è rimasto poco. Credo che se un festival si chiama "Pistoia Blues" debba mantenere una linea principalmente blues. Va bene chiamare artisti rock per fare sopravvivere il festival e richiamare più pubblico ma il Blues è unico, e in questi ultimi anni credo che sia cambiata un po' l'aria che si respira. Progetti e date future? A breve entreremo in studio per registrare il nostro primo album composto da riarrangiamenti di vecchi blues degli anni '20 e '30. Abbiamo scelto questo periodo per motivi legali, legati soprattutto ai diritti d'autore. Suoneremo il 23 Luglio al Play!Art di Arezzo e il 27 al Capoliveri Blues Festival dall'isola d'Elba. M.G.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
