La protesta
A 100 ANNI DALLA NASCITA
Un artista tormentato, ma autenticamente spirituale
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PISTOIA. Agenore Fabbri (nella foto) nasce nella frazione di Barba il 20 maggio 1911. Sua madre, Assuntina, è di origini contadine, il padre, Egidio, è fabbro. Agenore è l'ultimo di quattordici figli. Frequenta la Scuola d'arti e mestieri di Pistoia e viene ammesso all'Accademia di belle arti di Firenze. Nel 1935 si trasferisce ad Albisola, in Liguria, dove impara a lavorare la ceramica nello studio di Ivos Pacetti. Espone le sue opere in tutto il mondo: da Parigi a New York, da Milano a Roma passando per la Biennale di Venezia. Il 21 giugno 1981 il Comune di Quarrata gli conferisce la cittadinanza onoraria. A Quarrata, oltre al monumento in piazza Risorgimento, sono presenti sue due altre opere: una nella Caripit, l'altra, "Il Mito di Orfeo", è attualmente collocata nel Polo tecnologico.
Alla fine del 2008 a Villa La Màgia è stata inaugurata una collezione di opere: tra queste c'è anche la colomba in marmo bianco di Carrara, originariamente collocata sulla mano dell'uomo del monumento "alla pace" in piazza Risorgimento e poi sostituita con una copia in bronzo. Sculture e pitture ad olio di Fabbri sono esposte anche a Palazzo Fabroni a Pistoia. Sempre a Pistoia, ma in Palazzo Comunale, è conservata invece una "Pietà". L'arte di Agenore Fabbri è stata da sempre tormentata e drammatica, ma allo stesso tempo intimamente spirituale e autentica. Insieme a Francesco Somaini è considerato il maggior rappresentante dell'astrattismo lirico del secondo dopoguerra. Agenore Fabbri muore a Savona il 7 novembre 1998.
Alla fine del 2008 a Villa La Màgia è stata inaugurata una collezione di opere: tra queste c'è anche la colomba in marmo bianco di Carrara, originariamente collocata sulla mano dell'uomo del monumento "alla pace" in piazza Risorgimento e poi sostituita con una copia in bronzo. Sculture e pitture ad olio di Fabbri sono esposte anche a Palazzo Fabroni a Pistoia. Sempre a Pistoia, ma in Palazzo Comunale, è conservata invece una "Pietà". L'arte di Agenore Fabbri è stata da sempre tormentata e drammatica, ma allo stesso tempo intimamente spirituale e autentica. Insieme a Francesco Somaini è considerato il maggior rappresentante dell'astrattismo lirico del secondo dopoguerra. Agenore Fabbri muore a Savona il 7 novembre 1998.
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