La protesta
Sanità. Petizione della Cisl pistoiese al presidente della Regione in difesa del diritto alla salute
Oltre duemila firme contro i tagli
Tiziana Gori
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Un reparto dellospedale di Pistoia Sotto il direttore Asl Alessandro Scarafuggi Scarafuggi difende le scelte Asl: «Riorganizzazione per ottimizzare i servizi»
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PISTOIA. Con quattro presìdi la Cisl Funzione pubblica ha raccolto 2.291 firme a difesa del diritto alla salute e per chiedere alla Regione Toscana risorse "aggiuntive e adeguate" alla situazione sanitaria pistoiese. «I motivi della petizione - spiega Massimo Baldecchi, segretario della Cisl Fp - sono stati illustrati una mattina in piazza del mercato a Pescia e in tre presìdi davanti agli ospedali di Pistoia, Pescia e San Marcello. Sono stati tantissimi i cittadini, e non solo gli operatori sanitari, che hanno aderito alla nostra lotta». L'elenco delle firme è già all'attenzione del presidente della Regione Enrico Rossi. La missiva è stata infatti spedita il 5 luglio. «Il sindacato ha messo pressione sia a noi che alla Regione», afferma il direttore generale della Asl 3 Alessandro Scarafuggi, che aggiunge: «Sulla motivazione della raccolta hanno detto cose diverse dalla realtà». L'Azienda sanitaria continua a ritenere valido il processo di riorganizzazione proposto ai sindaci ad aprile. Il sindacato ritiene impresentabile l'equazione "meno risorse, migliori prestazioni", che invece è il principio su cui si basa il percorso di riorganizzazione pensato dalla Asl 3. Tagli a pediatria, urologia e oculistica nell'ospedale Cosma e Damiano di Pescia, chiusura del reparto di chirurgia dell'ospedale Pacini di San Marcello, tagli all'anatomia patologica del Ceppo, riduzione di 5 milioni di euro della spesa farmaceutica. Questo, secondo Alessandro Scarafuggi, non è un percorso di guerra scatenato dalle minori risorse date alla Asl pistoiese dalla Regione Toscana. Ci saranno, è vero, 15 milioni in meno nel 2011 rispetto al 2010, ma il processo pensato per gli ospedali pistoiesi vuole essere una riorganizzazione che ottimizzi i servizi, non un'operazione di macelleria sociale. L'Azienda sanitaria vuole cioé cogliere l'occasione per pensare e migliorare le cose che non vanno. «Le sembra - dice riferendosi alle accuse della Cisl - che quest'Azienda non voglia mantenere in vita un ospedale? Prendiamo ad esempio il Pacini di San Marcello. I pazienti chirurgici vengono in larga parte da Pistoia. Nessuno di noi vuol svuotare il Pacini. Il problema è che quell'ospedale ha bisogno di funzioni proprie, non trasferite da Pistoia. Con le poche migliaia di cittadini che vivono in montagna, una chirurgia rischia di non andare avanti». Le proposte Asl, continua, «insistono su alcuni settori dell'azienda che possono essere organizzati diversamente. Prendiamo pediatria. Con una migliore qualità dell'assistenza, anche quella neonatale, i ricoveri dei bambini in pediatria diminuiscono fino a diventare rari e a consentirci una riduzione dei centri». La scelta andrebbe incontro alle minori risorse, garantendo però servizi di qualità. «È - afferma - il messaggio che stiamo cercando di far passare ai sindaci. Alcune motivazioni non sono condivise, ma mi rendo conto che sta a noi far capire la bontà delle nostre decisioni». Progetti che, nonostante la pressione delle 2.300 firme raccolte dal sindacato, sono al momento confermati in toto. C'è, è vero, l'auspicio che la Regione possa fornire da qui a fine anno risorse in più rispetto a quelle inizialmente promesse, ma l'impianto su cui si basa la riorganizzazione dell'Azienda sanitaria resta saldo. Entro fine luglio saranno conclusi gli incontri con la conferenza dei sindaci. «Cercheremo condivisione», ripete Scarafuggi.
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