Italia
«Ceccarelli sarà contento»
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Lo skilift di Pian di Novello, ormai destinato al funerale Pian di Novello, l'opposizione attacca: l'impianto poteva ripartire
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CUTIGLIANO. Ancora polemiche sullo smantellamento della pista da sci di Pian di Novello. Stavolta prende carta e penna l'ex sindaco Marina Lauri, attualmente consigliere di minoranza in comune con il gruppo "Insieme oltre le parole". E ripercorre il cammino che ha portato alla chiusura definitiva degli impianti. «Dopo essermi spesa fortemente per trovare una soluzione per l'area di Pian di Novello, averci creduto, non essermi scoraggiata di fronte ai numerosi ostacoli incontrati durante il percorso, aver sentito di tutto in ordine alle soluzioni prospettate, non posso tacere in merito alla replica del sindaco Ceccarelli sull'intervento rilasciato da me e dal consigliere Nesti, definito "strumentale". Dopo aver presentato un'interrogazione, insieme al Gruppo Democratici e Progressisti, proprio per sapere cosa stava facendo la Società La Pianaccina in merito alle sorti dell'area di Pian di Novello, visto il silenzio protratto per un anno, sentirsi dire che lo smaltimento degli impianti era implicito e scontato nell'intervento fatto in sede di consiglio comunale, è semplicemente incredibile», commenta Lauri. Che si chiede: «Perché non dirlo esplicitamente e perché non dire su quale progetto l'amministrazione si sta spendendo, progetto per il quale tali impianti non sono "utili e coerenti"? Forse è venuto il momento - si chiede l'ex sindaco - che il sindaco cominci a prendere una posizione, a sbilanciarsi sulla sua volontà dicendo chiaramente quali sono gli obiettivi amministrativi. Inoltre Ceccarelli potrebbe informarsi un po' meglio, prima di "sparare" che nel 2009 fu avanzata l'ipotesi di fare un collegamento Regine-Selletta per di più da parte di Nesti, che allora non era neanche sindaco. Il progetto portato a Roma e sul quale si svolse la Conferenza dei Servizi preliminare al conseguimento delle concessioni, non prevedeva tale collegamento, bensì, un progetto che portasse ad ottenere le concessioni sull'intera area, per poi decidere gli interventi per stati d'avanzamento e per sostenibilità economica. Chi c'era allora, sia nella società La Pianaccina che all'interno dell'amministrazione, sa benissimo quale fosse la finalità della richiesta e che nessuno voleva fare progetti faraonici o irrealizzabili, bensì rivitalizzare e riqualificare un'area ormai abbandonata. «D'altra parte - chiude Lauri - è noto ai più che Ceccarelli è sempre stato contrario a un progetto di sviluppo in tal senso, e che ha sempre sostenuto il corpo forestale di Pistoia nel progetto Life di rinaturalizzazione dell'area. E non desta meraviglia questo silenzio, sia in ordine allo smantellamento, al progetto e al tavolo di lavoro con il governatore Rossi che potrebbe portare ad ottenere un finanziamento dell'80% dell'importo complessivo dei lavori». A.S.
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