Il Tirreno

Pistoia

Assolto medico Asl accusato di assenteismo

Nessuna truffa: al lavoro per molte più ore di quelle previste dal contratto

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 PISTOIA. Assolto perché il fatto non sussite dal tribunale di Pistoia il medico finito sotto processo con l'accusa di truffa ai danni dell'Asl 3. Libero Russo, 54 anni, dirigente di medicina legale e presidente della commissione per l'invalidità civile, era stato rinviato a giudizio con l'accusa di essersi allontanato ripetutamente dal luogo di lavoro, senza timbrare il cartellino marcatempo, per frequentare un corso di inglese e per andare in palestra. Ma la perizia disposta dal giudice monocratico ha accertato che, durante i tredici mesi finiti nel mirino dei carabinieri, il medico aveva lavorato per un tempo assai maggiore rispetto al minimo di 38 ore settimanali previste dal contratto sottoscritto con l'Asl. Un surplus che compensava ampiamente il monte ore passato fuori sede, tanto più che il corso d'inglese poteva rientrare nell'aggiornamento professionale garantito dal contratto.  Il processo nei confronti del noto medico, difeso di fiducia dagli avvocati Enrico Panelli e Federica Francesconi, si è concluso quindi con la sentenza di assoluzione del giudice Luciano Costantini. Russo, che vive a Montale, era imputato in relazione all'articolo 640 del codice penale in quanto "quale dirigente medico di medicina legale dell'Asl 3 di Pistoia, con artifizi e raggiri consistiti nell'allontanarsi dal luogo di lavoro per lunghi intervalli senza timbrare il cartellino marcatore, inducendo in errore l'Asl 3, suo datore di lavoro, sugli orari di lavoro prestati e procurando a sé un ingiusto profitto costituito dalla percezione integrale della retribuzione, con pari danno per l'Asl 3". Il periodo di tempo sotto accusa era di 13 mesi: dal 1 gennaio 2008 al 31 gennaio 2009. Come ha sottolineato il giudice, accogliendo la tesi difensiva, il contratto dei dirigenti Asl prevede che lo stipendio venga corrisposto a prescindere dalla quantità di ore lavorate: Russo era tenuto solo a raggiungere gli obiettivi prefissati (risultato conseguito, secondo la stessa Asl) garantendo un minimo di 38 ore di lavoro settimanale, da gestire autonomamente. La perizia disposta dal giudice ha accertato che il medico aveva lavorato tra le 165 e le 209 ore in più rispetto all'orario minimo, a fronte di 54 ore trascorse in palestra. Poco meno di 132 inoltre le ore di corso di inglese svolte durante l'orario di lavoro: ore che comunque sono risultate coperte dal monte di 4 ore settimanali previste per l'aggiornamento professionale.

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di Redazione web