Il Tirreno

Pistoia

Conclusi i lavori sulla grande frana

Elisa Valentini
I terrazzamenti, a destra amministratori e tecnici
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I terrazzamenti, a destra amministratori e tecnici

Pendice terrazzata, un ponte nuovo e la famiglia Cipriani potrà tornare a casa

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 PRACCHIA. Una pendice terrazzata e presto verdeggiante; una casa ripopolata; un ponte di legno nuovo fiammante sul Reno. È un quadro armonioso quello oggi visibile all'ingresso di Pracchia, zona che il 26 dicembre 2009 fu interessata da una disastrosa frana di cui si sono appena conclusi i principali interventi di sistemazione.  Fu la pioggia torrenziale a provocare lo smottamento, col distacco di oltre 40.000 metri cubi di materiale che, scivolando nel letto del fiume, provocò l'innalzamento delle acque, la distruzione del ponte in pietra e l'allagamento di casa Cipriani. Adesso, c'è soddisfazione fra il sindaco Renzo Berti e il vicesindaco e assessore alla protezione civile Mario Tuci che ieri mattina - accompagnati da alcuni consiglieri, dal responsabile del procedimento Arnoldo Billwiller, dal direttore dei lavori Angelo Biagini, dal gruppo di progettazione dell'ufficio tecnico e dall'assessore Filoni del confinante Comune di San Marcello - si sono recati a Pracchia per illustrare lo stadio dei lavori. «Non posso che dirmi soddisfatto, il Comune ha gestito al meglio la situazione d'emergenza - spiega Berti - in poco più di un anno abbiamo risistemato e messo in sicurezza l'area, senza dimenticarci che la nostra collina è un luogo incantato, ricco di bellezze ambientali che meritava di essere restituito ai suoi abitanti nel modo più curato e simile all'origine».  Da qui la decisione dell'unità operativa protezione civile del Comune, che ha seguito le fasi di progettazione e direzione, di affidare l'esecuzione dei lavori alla società cooperativa "Terra uomini e ambiente" di Castelnuovo Garfagnana, specializzata in interventi di risanamento ambientale. 2 milioni e 400mila euro, finanziati per il 90% dalla Regione, è il costo dell'opera col minimo impatto ambientale. «La sistemazione delle pendici è avvenuta con tecniche d'ingegneria strutturale e naturalistica e ha messo in sicurezza tutto il versante - spiega Billwiller - Scogliere legate e naturalizzate lungo il fiume, poi una struttura di micropali e tiranti che sorregge i gradoni in legno di castagno. Intanto è iniziato il rinverdimento con idrosemina e rimboschimento della zona con erba e ontani napoletani tipici dell'Appennino». Quanto al ponte in legno lamellare «si inserisce bene nell'ambiente ed è più solido e alto del vecchio, in grado di tollerare portate d'acqua anche più abbondanti del 2009, oltre che antisismico». Il passaggio permetterà l'accesso all'acquedotto e alla casa che fu evacuata per motivi di sicurezza. «Oggi è un bel giorno - gioisce Tuci - abbiamo regalato un sorriso alla famiglia Cipriani che potrà tornare nella propria abitazione». E mentre i lavori nella parte alta sono in ultimazione, i tecnici fantasticano già sul futuro dello spiazzo ai piedi del versante, immaginandovi un'ombreggiata area picnic.

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