Il Tirreno

Pistoia

Pagamenti in ritardo, ci penserà Caripit

Elisa Valentini
La giunta comunale di San Marcello
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La giunta comunale di San Marcello

Grazie a un accordo la banca anticiperà i soldi ai fornitori che il Comune non può pagare

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 S.MARCELLO. Sarà un accordo con Caripit a risolvere, o almeno alleviare, la stringente morsa del patto di stabilità. La notizia viene dal palazzo civico dove si è appena conclusa la procedura per adottare un nuovo strumento volto a sbloccare i pagamenti verso i creditori del Comune, attualmente ritardati o sospesi nel rispetto dell'oneroso obiettivo finanziario per il 2011 (+ 338.000 euro) richiesto al Comune dalla nuova legge di stabilità. L'accordo, sottoscritto ieri mattina dalla responsabile dell'area economico-finanziaria ed un funzionario di Caripit (banca che gestisce la tesoreria comunale) si inscrive nel percorso già intrapreso dal consiglio comunale che, nell'aprile 2010, aveva deliberato - unitamente alla Provincia di Pistoia, ai comuni del territorio provinciale e alla Comunità Montana - un protocollo di intenti per l'approvazione di iniziative anticrisi, fra cui lo smobilizzo dei pagamenti verso i privati a condizioni prestabilite e agevolate.  Il nuovo strumento - autorizzato lo scorso 29 giugno con delibera della giunta - prevede la possibilità, per i fornitori di beni e servizi comunali, di smobilizzare i crediti ottenendo dalla banca un'anticipazione sull'importo delle rispettive fatture.  «Tecnicamente si tratta di un anticipo su fattura assistito da certificazione - spiega la responsabile Barbara Cecchini - questa operazione considera la fattura come titolo di per sé valido per ottenere l'anticipo. Al fornitore che vorrà usufruirne basterà rivolgersi al Comune per farsi rilasciare una certificazione di credito certo, liquido ed esigibile da allegare alla fattura e consegnare alla banca che concederà l'anticipo. Il tutto a condizioni prestabilite e agevolate rispetto alle ordinarie». Scendendo nel tecnico, ciascun finanziamento potrà anticipare fino al 100% dell'importo della fattura, per una durata massima di 18 mesi e con l'applicazione di commissioni per 15 euro e di un tasso di interesse (che graverà sul fornitore) variabile pari all'Euribor 365 a 3 mesi, maggiorato di uno spread diversificato (da 0,55 a 1,70) in funzione dello standig creditizio (cioè la rischiosità) del soggetto richiedente. «Già lo scorso anno avevamo sollecitato alcune banche, ma non raggiungemmo alcun accordo poiché si richiedevano condizioni svantaggiose con commissioni e spese di istruttoria elevate». «Sono tante le amministrazioni, anche più solide e grandi di un ente locale come il nostro, ad aver fatto ricorso a strumenti simili nell'ultimo anno per ovviare alle difficoltà generate dal patto di stabilità interno - conclude il sindaco Strufaldi - certo, non sarà la panacea di tutti i mali, ma aiuterà la gestione delle casse comunali e non penalizzerà ulteriormente la vitalità del sistema economico montano».

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