Il dolore
«Grave errore non privatizzare»
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Da sinistra Fabiano Fini, Claudio Arcangeli e Fabio Nesti Attacco trasversale alla giunta di Fini, Arcangeli e Nesti
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S.MARCELLO. Presa di posizione sul patto di stabilità dei consiglieri di minoranza Claudio Arcangeli, Fabiano Fini capogruppo di " Noi Piccoli Comuni Montani" e di Fabio Nesti, ex assessore ai lavori pubblici. «Il sindaco Strufaldi nell'ultimo consiglio comunale ha detto che non si aspettava parametri così rigidi, il problema tuttavia è questo: se fossero stati esternalizzati i servizi mensa, raccolta Rsu e farmacia alcuni dei vincoli imposti del patto di stabilità sarebbero risultati alleggeriti, permettendo al Comune, non solo di pagare regolarmente i fornitori ma anche di effettuare qualche investimento spendendo i contributi concessi dalla Regione od altri enti». Secondo le minoranze «la scelta demagogica di mantenere la gestione in proprio di tutti i servizi adesso fa correre il rischio, (se non si pagheranno i fornitori) perfino di veder cessare i servizi. Il servizio Rsu avrebbe potuto essere affidato fino dagli inizi del 2008; ora si leggono articoli di stampa che mostrano a differenza del passato un servizio raccolta in affanno, con materiali e mezzi usurati e soprattutto un servizio Rsu sul quale non possono essere fatti investimenti». Per quanto attiene la farmacia comunale, dicono Fini e gli altri, «la giunta dovrebbe invece spiegare ai cittadini come mai il Comune abbia deciso di accollarsi l'investimento dell'acquisto dei nuovi locali e del trasferimento dell'attività. Il risultato di questa scelta è che ad oggi del trasferimento farmacia se ne è persa traccia; mentre i cittadini pagano già la seconda rata del mutuo contratto dall'amministrazione comunale. Poi la gestione diretta del servizio mensa obbliga il comune a spendere circa 100mila euro l'anno solo perché al personale Ata non compete di sporzionare il cibo dal contenitore ai piatti. Per la gestione della biblioteca comunale, si impiegano quasi 200.000 euro l'anno di cui quasi 110.000 di costi personale». L'affidamento dei servizi non solo era possibile, secondo Nesti, Arcangeli e Fini, «ma è stato anche più volte proposto in modo forte in consiglio comunale. Si trattava quindi solo di voler riorganizzare la "macchina comunale". E' stato deciso di mantenere la macchina comunale così come è ma con il rischi di trasformarla in un qualcosa che impiega risorse pubbliche solo per l'autosostentamento dell'ente Comune e non per erogare servizi e creare in parte sviluppo».
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