Il Tirreno

Pistoia

Ferrari: nessun danno alla Conad

F.Cl. - F.A.
Ferrari: nessun danno alla Conad

«Il magazzino di Montopoli venduto a un prezzo conveniente»

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 PISTOIA. Conad del Tirreno non ha subito nessun danno nell'acquisto del magazzino di 50.000 metri quadri a Montopoli Valdarno. Il prezzo pagato dal gigante della grande distribuzione non era affatto artificiosamente gonfiato. Anzi, era «un prezzo conveniente, al di sotto degli standard pubblicati dall'Agenzia delle entrate».  Lo scrive Orazio Ferrari, nella sua lettera che pubblichiamo integralmente qui sotto. È la prima volta che uno degli imputati nella "branca Conad" della maxi-inchiesta romana della Guardia di finanza offre una propria versione dei fatti finiti al centro dell'attenzione del procuratore aggiunto Nello Rossi e dei pm Maria Francesca Loi, Francesco Ciardi e Maria Calabretta.  L'ACCUSA. E sono parole rilevanti, quelle di Ferrari. Perché l'artificiosa crescita del valore del magazzino - ottenuta grazie ad una serie di passaggi di proprietà tra il 2003 e il 2006 - è proprio il perno attorno al quale ruota l'accusa formulata dalla procura della repubblica di Roma nei confronti degli imputati pistoiesi: il presidente di Conad del Tirreno Silvano Ferrini, l'amministratore delegato Ugo Baldi, il dirigente-consulente Ettore Conti, gli imprenditori Orazio Ferrari ed Andrea Baldi. Che d'accordo avrebbero provocato a Conad un danno di circa 18 milioni di euro, avvantaggiando invece alcune società che poi, svuotate delle proprie risorse, che sarebbero state divise tra i vari imputati (di qui le accuse di appropriazione indebita e bancarotta fraudolenta), sono state collocate all'estero per - secondo la procura - evadere gli obblighi fiscali.  In particolare il vorticoso giro di compravendite ha coinvolto la Viareggio Immobiliare, la Logistica Valdarnese e la Commerciale Donau, che si sono trasmesse, sotto varie forme, la proprietà del magazzino di Montopoli, poi venduto dalla Immobiliare Donau nell'aprile 2006 alla Conad del Tirreno per 43,2 milioni di euro più Iva. Conad del Tirreno che lo stesso giorno ha ceduto l'edificio alla Locafit, una sua società, prendendolo poi in affitto da quest'ultima. Il giro di acquisti (col valore dell'edificio che saliva ogni volta) sarebbe servito - secondo i magistrati - a nascondere i veri valori in gioco, notevolmente minori rispetto a quanto appariva: di qui il danno alla Conad e l'arricchimento delle società.  FERRARI: LA DIFESA Orazio Ferrari contesta alla radice questa ricostruzione. «Un centro logistico - scrive - di oltre 50.000 metri quadri, realizzato a regola d'arte, è stato ceduto al prezzo di 41,6 milioni di euro circa, e perciò, a un prezzo unitario di circa 800 euro a metro quadro. Si è trattato, perciò, di un prezzo conveniente, al di sotto degli standard pubblicati dall'Agenzia delle entrate. Nessun danno, perciò, ha subito Conad, che ha avuto anzi la disponibilità a buon prezzo di un immobile essenziale per la sua espansione». Il lievitare del valore del magazzino di passaggio, in passaggio, quindi, sarebbe stato qualcosa di assolutamente fisiologico, tanto da approdare alla fine ad un prezzo addirittura coveniente per la Conad. Sotto questa luce, quindi, neanche Ugo Baldi e Silvano Ferrini dovrebbero difendersi da nulla: sarebbero "colpevoli" solo di aver fatto un buon affare.  LE ALTRE ACCUSE. Ferrari sottolinea anche di non aver nulla a che fare con l'evasione fiscale. Quando le società coinvolte nell'operazione Montopoli sono state trasferite in Bulgaria, lui non vi aveva più nulla a che fare. Vero: infatti né lui né Andrea Baldi né i vertici Conad sono accusati di evasione fiscale, accusa che invece riguarda buona parte dei 46 arrestati dalla Finanza il 14 giugno scorso.  INTERROGATORI RINVIATI. Ieri avrebbe dovuto essere una giornata di interrogatori per Ferrari come per gli altri pistoiesi implicati a vario titolo nell'inchiesta "Fuori Tutto" (Andrea Baldi e Ettore Conti per la Rocher di Prato e Ugo Baldi e Silvano Ferrini per Conad il Tirreno). I difensori però hanno chiesto un rinvio di qualche giorno alla luce della decisione del tribunale del Riesame di cancellare gli arresti domiciliari.

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di Redazione web