Sicurezza
Amianto killer, non se ne parla più
Marta Quilici
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Una scena dello spettacolo Lavorare da morire Ma i pensionati Breda prima del '92 continuano a non avere riconoscimenti
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PISTOIA. Le morti di amianto alla Breda fanno parte di un capitolo di storia locale che la città sembra voler dimenticare. Poche voci, più di 20 anni fa, riuscirono a squarciare quel velo di silenzio che copriva le centinaia di morti da amianto. Da allora non hanno smesso di farsi sentire. Sono di nuovo poche, però. Anche a livello nazionale di amianto se ne parla poco, ma qualche volta succede. È di ieri la richiesta del pm Raffaele Guariniello di 20 anni di carcere per i vertici della Eternit sotto processo a Torino. A Pistoia, dopo la sentenza di assoluzione nel processo del 2004 ai dirigenti dello stabilimento di via Ciliegiole, quel velo di silenzio sembra pian piano tornare a coprire tutto, riducendo a questione privata il dolore delle famiglie che ancora piangono i morti di mesotelioma o di tumore al polmone. Ma il capitolo amianto non è chiuso. Non solo perché Pistoia conta 24 casi di mesotelioma su 4000 lavoratori Breda, quando la media nazionale è di un caso su 100mila. Non solo perché il tempo di latenza medio del mesotelioma è di 30 anni e di amianto, quindi, si continuerà a morire ancora per molto. Non solo perché ancora ci sono conflitti sul numero di morti per amianto in Breda. Ma anche perché c'è ancora chi attende risarcimenti e chi lotta per ottenerli. Con un accordo tra sindacati e azienda, ai familiari delle vittime, la Breda riconosce dei risarcimenti. «A quanto so - spiega però il presidente del consiglio comunale Marco Vettori, ex lavoratore Breda e da sempre in prima linea sul caso amianto - Breda sta rallentando le erogazioni». Lo conferma il segretario Fiom Nicola Riva: «L'ufficio vertenze conferma un rallentamento nell'erogazione dei risarcimenti. Presumo sia dovuto alle difficoltà di bilancio dell' azienda». I lavoratori andati in pensione prima del 1992 (anno della legge che introdusse le agevolazioni pensionistiche per gli esposti all'amianto), sono ancora esclusi da qualsiasi beneficio previdenziale pur essendo stati quelli massimamente esposti alle fibre. Anche chi è stato esposto all'amianto per meno di dieci anni, e comunque prima del 1990 non ha alcun diritto a riconoscimenti previdenziali. «Chi è entrato in Breda nel 1981 - spiega Valter Bartolini, ex segretario Fiom, ora in Cgil regionale - è stato esposto 9 anni all'amianto, ma non ha alcun beneficio previdenziale». Secondo l'ultimo atto di indirizzo ministeriale risalente al 2000, dal primo gennaio del 1991 in Breda di amianto non ce n'era più, quindi l'esposizione è riconosciuta fino al '90. Ma la prima bonifica dello stabilimento è stata fatta nel 1996. «Mentre gli operai erano sotto a lavorare - ricorda Vettori - nel 1973 furono spruzzate di amianto tutte le converse della Breda e dal 1986 fu smantellato il tetto, di 124mila mq, in eternit. Le bonifiche sono iniziate solo nel '96 e persino nel 1998 fu trovata polvere di amianto sopra una gru. Nel 2007 abbiamo chiesto al governo un nuovo atto di indirizzo che estendesse il limite almeno fino al '96, ma non abbiamo avuto risposta». «Con il decreto legge di questo governo - incalza Siro Romagnani, Spi Cgil - è stato introdotto persino un limite più alto per ottenere i riconoscimenti (100 fibre di amianto a litro, ndr): una concentrazione da cava di estrazione!».
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