Sicurezza
Operatori del settore e Confcommercio nettamente contrari allidea dellex sindaco
«Sarebbe il colpo di grazia»
Elisa Valentini
Tonarelli (Apm): turismo danneggiato e alberghi penalizzati
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CUTIGLIANO. C'è mobilitazione fra gli operatori turistici per la proposta lanciata da Graziano Nesti nell'ultimo consiglio comunale. Il capogruppo di minoranza, cavalcando il dibattito quanto mai attuale scatenato dal sindaco fiorentino Renzi, ha indicato l'introduzione di una tassa di soggiorno quale soluzione per mettere una toppa al bilancio comunale, in disavanzo di 78.750 euro. In questo modo, verrebbe originata un'entrata continuativa di risorse da investire nel settore turistico che sempre più langue. «Altro che languire, con un provvedimento simile si vuol dare il colpo di grazia al turismo, in particolare a quello alberghiero che più crea lavoro e indotto - ribatte Giuliano Tonarelli, presidente del consorzio Apm - si tratta di una tassa dannosa e iniqua per diversi motivi. Intanto colpisce solo le strutture ricettive alberghiere, una decina nel comune di Cutigliano, le cui 50mila presenze annue apporterebbero un introito di 50mila euro nell'ipotesi di 1 euro al giorno». «Una somma modesta per le casse comunali che, anziché rivitalizzare il turismo, ne andrebbe a detrimento disincentivando la clientela alberghiera», prosegue. Il gioco non varrebbe la candela, insomma, e seguirebbe un principio illogico. «La tassa non colpisce le seconde case, la tipologia di soggiorno più diffusa a Cutigliano, né l'escursionismo che più sporcano e prelevano prodotti del sottobosco. Vedo più opportuna una tassa sull'ambiente, anziché sul turismo. Infine - conclude Tonarelli - ricordo che gli alberghi sono già i più colpiti dall'aumento della Tarsu (+ 5%) che penalizza le grandi strutture. In una situazione in cui si lavora soprattutto con le settimane bianche a prezzi stracciati, privarsi di qualche migliaio di euro sarebbe insostenibile, a meno di tagliare sulle necessarie spese di pubblicità che per un albergo di medie dimensioni si aggirano sui 6.000 euro». Opinione condivisa da Confcommercio, secondo la linea già adottata nell'assemblea nazionale di Federalbeghi. «Siamo fermamente contrari poiché si attacca un settore che ha già difficoltà notevoli a mantenere la concorrenzialità di prezzi - spiega Marco Antraciti, responsabile Confcommercio per la montagna pistoiese - Introdurre anche un solo euro potrebbe creare delle turbative, specie per le nostre località montane di cui si andrebbe a compromettere la competitività». Insomma, la tassa di soggiorno, come già esiste in Francia e in altre regioni europee a vocazione turistica, scatena il dibattito in montagna, ma sembra destinata a rimanere solo un'idea sulla carta come altre ne sono state lanciare in questi ultimi anni.
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