Il dolore
Bankitalia: i clienti non restituiscono, in quattro anni in provincia siamo passati dal 3,8% al 6,5% degli impieghi
Le sofferenze continuano a crescere dal 2007
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La sede di Bankitalia a Roma 2 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. I segnali di miglioramento del clima tra banche e imprese non emerge gran che dalle cifre 2010 della Banca d'Italia. Considerando l'intera provincia, salta infatti all'occhio come dal 2007 ad oggi la qualità del credito, cioè la proporzione di prestiti che finiscono in sofferenza (che il debitore è cioè in difficoltà a restituire) cresce progressivamente. Cinque anni fa le sofferenze erano il 3,8% degli impieghi, l'anno successivo siamo saliti al 4, nel 2009 al 5,5 e nel 2010 l'indicatore si è fermato al 6,5%. Brutte notizie, quindi, per le banche, che - ovviamente a causa della crisi economica - vedono un numero sempre maggiore di loro clienti in difficoltà nel restituire i soldi avuti in prestito. Del resto gli istituti di credito sono chiamati anch'essi ad uno sforzo supplementare per sostenere le aziende in difficoltà. Lo si vede dall'entità dei prestiti concessi, cresciuti tra il 2009 e il 2010 dell'8,7%. In cifra assoluta, i prestiti concessi hanno sfondato il tetto degli 8 miliardi di euro. Parallelamente, si sono ridotti i depositi, anche se in misura molto più piccola, dell'1,5%. I prestiti nel 2010 si sono indirizzati per il 60,5% alle imprese e per il 31,2% alle famiglie. Ma quest'ultima fetta è quella che cresce con più dinamismo (+18,8% rispeto al +2,1%), sia perché i morsi della crisi colpiscono sempre più gli stessi bilanci familiari, sia perché i piccoli imprenditori tendono a indebitarsi come persone fisiche piuttosto che come aziende. Tutto sommato non molto diverse le percentuali di crediti in sofferenza: il comparto famiglie è in difficoltà a restituire il 5,2% dei soldi ricevuti in prestito, per il comparto imprese il dato sale al 7,7%.
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