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Le verità di Ferrari: «Mi accusano di cose che non ho mai fatto»

Le verità di Ferrari: «Mi accusano di cose che non ho mai fatto»

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PISTOIA. L'adrenalina del primo giorno di nuovo da uomo libero ha lasciato spazio alla voglia di riposarsi e prendere una boccata d'aria fuori dal cancello della sua villa di via delle Gaine.  E così, più rilassato, l'immobiliarista e presidente della Pistoiese Orazio Ferrari accetta di tornare su queste due settimane che lo hanno visto agli arresti domiciliari per il coinvolgimento nell'inchiesta "Fuori tutto", fino all'annullamento della misura restrittiva arrivata nel primo pomeriggio di venerdì insieme a tutti gli altri pistoiesi finiti nell'inchiesta come lui, vedi l'amico e socio Andrea Baldi, Ugo Baldi ad della Conad del Tirreno e il presidente della stessa Conad Silvano Ferrini.  Voce decisa di chi vuole rialzare la testa anche se ogni tanto l'emozione lo blocca soprattutto quando si parla di chi, quotidianamente, è stato al suo fianco, come la famiglia.  Sono passati sedici giorni dal momento in cui fu portato in questura. Quali sono le sensazioni di oggi? Quando ho saputo venerdì della decisione del Tribunale del Riesame mi sono sentito decisamente meglio, anche se adesso sono stanco di tutto ciò che è successo ed inizio ad accusare lo stress. Avrei bisogno di un po' di relax e staccare la spina ma non si può.  Per più di due settimane è rimasto chiuso in casa: che esperienza è stata? Ho vissuto un periodo tremendo, soprattutto perché consapevole di non aver fatto nulla di tutto quello di cui sono stato accusato. È dura non poter parlare con il mondo che ti circonda, ti senti davvero impotente, anche perché c'era da mandare avanti l'attività lavorativa e qui voglio ringraziare mia moglie Manuela ed i miei figli che non si sono mai fermati.  Cosa ha pensato quando le hanno comunicato che era stata annullata la misura cautelare nei suoi confronti? Oramai ero convinto che fino a martedì, giorno dell'interrogatorio a Roma, non sarebbe successo niente ma Dio ha voluto che il tutto si sbloccasse prima e, per di più, con la decisione di annullamento.  Ha avuto la sensazione che la città fosse vicina a lei? Ho sentito che in questo periodo non ero solo ed in tanti hanno pianto con me per dimostrarmi il loro affetto e tutto questo mi ha fatto immenso piacere.  Passiamo alla Pistoiese visto che i tifosi vogliono sapere qualche novità da lei. Prego. In queste settimane di mia forzata assenza, mio figlio Marco, il ds Piemontesi ed il dt Bargagna hanno portato avanti le trattative in maniera eccezionale e quasi tutte le operazioni di mercato sono praticamente definite, resta solo da metterle nero su bianco. Per le scadenze federali, probabilmente anche se non fosse successo niente, ancora non avremmo ufficializzato nessun nuovo acquisto, quindi direi che siamo ampiamente nei tempi.  Il più importante colpo di mercato sarà Corrado Colombo? I contatti sono avviati e continuo a credere fortemente in lui, così come ad altri due o tre elementi di valore con i quali abbiamo già degli accordi sulla parola e dovranno essere formalizzati. Comunque siamo pronti a costruire una squadra per vincere la D.   In questi giorni tutti sono rimasti colpiti dalle parole dei "senatori" della Pistoiese, convinti che lei sarebbe tornato in tempi brevi al timone. Che sensazione le hanno fatto le loro parole? È stata una grande soddisfazione e, tramite mio figlio, sapevo che i punti fermi della squadra si informavano sull'evolversi di questa vicenda dicendomi di rimanere tranquillo. Probabilmente quel famoso gruppo che ha vinto il campionato è sempre bello coeso ed ora sono tutti pronti a restare qui.  Ci dica la verità: cosa sarebbe successo alla Pistoiese se non fosse arrivato l'annullamento degli arresti per lei? Non sono un incosciente e, subito dopo l'interrogatorio di martedì, avrei rassegnato le dimissioni da presidente dell'Us ed avrei regalato tutte le mie quote a chi voleva entrare in società. In quel caso, infatti, dovevo pensare in primis ai miei interessi ed alla mia vita ma, fortunatamente, tutto si è risolto al meglio.  Non è che adesso le è tornata voglia di insistere per il ripescaggio in Lega Pro? Sono realista e oramai quella strada è chiusa, anche perché la linea è stata quella di vietare i doppi salti. E, visto quello che è successo, non sarei stato in grado di sobbarcarmi una avventura così importante come quella dei professionisti. Pensiamo solo ad una squadra che possa vincere la serie D. Saverio Melegari

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di Redazione web