Il Tirreno

Pistoia

Hendel lascia la satira (?) per l'amore

Beatrice Faragli
A sinistra Paolo Hendel durante le riprese del prequel di Amici Miei Sopra a Cgil Incontri nel 2007
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A sinistra Paolo Hendel durante le riprese del prequel di Amici Miei Sopra a Cgil Incontri nel 2007

L'attore fiorentino alla Smilea con "Il tempo delle susine verdi"

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 MONTALE. «Ho dedicato vent'anni della mia vita a Berlusconi come Veronica Lario, con la differenza però che lei ci prende gli alimenti e a me non ha riconosciuto nemmeno un euro». Stavolta Paolo Hendel abbandona la satira politica per l'amore. Ma sarà vero? Solo nelle premesse. "Il tempo delle susine verdi", giovedì sera sul palco della Smilea, s'apre con queste intenzioni. «Eppure - spiega il comico toscano - all'attualità non si può mai rinunciare del tutto». Stavolta però, a differenza degli altri spettacoli a marchio Hendel, irrompe nella scena teatrale anche il sentimento umano, quello più nascosto, fatto di debolezze, di fragilità. «Perchè non guardarsi dentro?», si è chiesto l'artista dopo anni passati «tra governo e opposizione». E ora lo domanda soprattutto al pubblico.  L'attore porta a Montale i ricordi di scuola, le suggestioni, le favole rivisitate, ma anche i versi immortali e le battute da osteria. Insomma, storie di umana quotidianità, spesso bizzarra e, proprio per questo, reale. «Da Platone a Neruda passando per "trottolino amoroso" di Amedeo Minghi»: uno spettacolo pieno zeppo di risate, spunti geniali e citazioni d'ogni sorta. «A me piace molto inserire nel monologo tutto ciò che funziona, senza minimamente preoccuparmi del filo conduttore», dice Hendel.  «Mi interessa che ogni virgola possa diventare un'occasione di divertimento e di sintonia tra me e il pubblico». E così, ne "Il tempo delle susine verdi", può capitare che Biancaneve incontri il cavaliere azzurro al posto del principe e che Cappuccetto rosso e il lupo stringano un patto contro il cattivo: il cacciatore. Le favole vengono riadattate alla sensibilità odierna e tutto, da Platone a Minghi, diventa un'occasione di gioco.  In serbo per giovedì però non ci sono soltanto sorprese. Spunta infatti anche una vecchia gloria hendeliana. E' Carcarlo Pravettoni, l'uomo d'affari cinico e spietato portato al successo nella trasmissione "Mai dire gol". «Interviene quando vuole lui. Interrompe. Si candida come sindaco del paese senza ritegno, senza che lo sfiori mai un dubbio», dice il comico. «Non so rinunciare a Pravettoni - continua -. E' una presenza devastante e di grande efficacia. E' un modo per scherzare su tutto ciò che non dovrebbe essere un uomo. Ed è anche tutto ciò che non è Hendel, a cominciare dai capelli». Eppure anche lo spietato, ignorante e arrogante Carcarlo sembra ormai il male minore. «In confronto agli squali che si vedono in giro - dice l'artista - Pravettoni è una mammoletta».  Il palco di giovedì però, sospeso tra sentimenti e satira, sarà soprattutto un palcoscenico in musica. «In questo monologo mi ritrovo accanto a un virtuoso della chitarra, Ranieri Sessa. E' talmente bravo - spiega l'attore - che mi permette anche di cantare e ballare».  Il testo è stato scritto da Paolo Hendel e dall'amico - «compagno di gioco da sempre» -, Piero Metelli. La vendita dei biglietti è aperta (circuito box office, urp montalese, teatro Manzoni, tabaccheria Segnali di fumo e edicola La burla a Montale). Il costo è di 12 euro (posto unico non numerato). Per info: 0573 991609 oppure www.teatridipistoia.it. L'evento rientra nel cartellone di "Smilea Estate", ed è realizzato dall' Associazione teatrale pistoiese e dal Comune di Montale.

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