Il Tirreno

Pistoia

Guerra sullo sponsor tra Scatragli e Progetto Comune

Beatrice Faragli
A lato le ex lavoratrici Pam A destra Scatragli, Nincheri e Lenzi
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A lato le ex lavoratrici Pam A destra Scatragli, Nincheri e Lenzi

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 MONTALE. Archiviato il caso delle ex lavoratrici Pam licenziate a febbraio, la giunta Scatragli arruola la Montale srl - gestore del supermercato di via Buozzi - tra gli sponsor degli eventi Smilea. «Quei soldi - denunciano oggi da Progetto Comune - non dovevano essere accettati».  «Da una parte fanno la voce grossa per la difesa dei cittadini e dall'altra, invece, prendono quattrini perchè fa comodo» spiega la consigliera Elena Lenzi. A marzo era stato lo stesso sindaco ad assicurare sostegno e impegno per le quattro donne messe alla porta dalla Montale srl, che sosteneva di non poter fare a meno di ridurre il personale per le difficoltà economiche in corso e la necessità di procedere ad una riorganizzazione aziendale.  Scatragli aveva promesso formalmente il suo impegno proprio su una mozione di Progetto Comune. Accolto l'atto, mosso il passo. Scatragli, a poche settimane dall'approvazione del documento, ha coinvolto la Provincia e, in primavera, le parti sociali si sono incontrate intorno al tavolo di concertazione pistoiese.  Il confronto, tra l'altro bollato subito come tardivo dall'assessore provinciale Magnanensi, ha fatto cadere anche le ultime speranze rimaste. «Approssimativo, superficiale e poco incisivo», secondo Progetto Comune, l'atteggiamento tenuto da Scatragli in tutta la vicenda. «Ad oggi inoltre - ricorda il capogruppo Sandro Nincheri - nulla è stato riferito in consiglio comunale e questo fa ben capire quanto grande possa esser stato l'impegno verso le ex lavoratrici».  La condanna più forte però arriva sull'etica: calpestata, a detta della Lenzi, dalla giunta di centrodestra. Il 21 giugno infatti, dopo soli tre mesi dal voto unanime sulla mozione in favore delle quattro dipendenti, il governo ha detto sì ai 2500 euro in arrivo dalle casse Pam per il calendario invernale di villa Smilea. La sponsorizzazione, inoltre, compare anche nel programma estivo.  «La grave offesa dell'azienda verso le lavoratrici e la procedura anomala adottata nel licenziamento (le donne sono state improvvisamente licenziate con decorrenza immediata e senza l'attivazione degli ammortizzatori sociali a disposizione) erano punti condivisi anche dal centrodestra. L'amministrazione - spiega Lenzi - ha condannato pubblicamente l'atteggiamento della proprietà; oggi, però, ne accetta la sponsorizzazione. Tutto questo - continua la consigliera - getta nuovi dubbi su sindaco e giunta».  Ancora una volta la questione etica irrompe nella politica montalese. Progetto Comune chiede al governo di fare marcia indietro: «Per motivi di inopportunità generale, derivanti da un conflitto d'interessi fra l'attività pubblica e quella privata», si legge nell'interpellanza firmata dal gruppo.  A sostegno della richiesta: lo stesso regolamento sulla gestione degli sponsor (in cui è sancito il diritto al rifiuto) e il codice europeo di comportamento per gli enti - «che, evidentemente, nessuno ha letto» dice Nincheri -. Il sindaco dovrà rispondere all'opposizione in consiglio comunale.  

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