Il Tirreno

Pistoia

Braccio di ferro sui pannelli solari

Luca Giuntini
L’assessore Rino Fragai
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L’assessore Rino Fragai

La Provincia limita le zone dove installarli, Pistoia e S. Marcello obiettano

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 PISTOIA. Fotovoltaico sì, ma con giudizio. La Provincia di Pistoia, recependo una normativa regionale, ha deciso di regolamentare l'installazione di impianti fotovoltaici a terra compresi tra 20 e 200 kw. In base a criteri storici, paesaggistici e produttivi sono state individuate le aree ritenute non idonee alla realizzazione degli impianti fotovoltaici. Mentre la maggior parte dei Comuni ha chiesto di ampliare le zone non idonee, Pistoia e San Marcello si lamentano per i vincoli troppo stretti che colpiscono i rispettivi territori.  «È necessario disciplinare il grandissimo sviluppo del fotovoltaico per scongiurare casi speculativi e preservare l'aspetto paesaggistico del nostro territorio - commenta l'assessore provinciale all'ambiente Rino Fragai - affermare che in alcune zone non si può costruire un impianto fotovoltaico per motivi di impatto visivo, per ragioni culturali o naturalistiche, ci è sembrata una scelta intelligente».  Gli uffici della Provincia si sono messi all'opera e recependo la legge regionale 11 del 21 marzo 2011 hanno disegnato due cartografie del territorio: nella prima sono state individuate le zone che si trovano all'interno di aree a indicazione geografica protetta (Igp) e a denominazione di origine protetta (Dop). Risulterebbero idonee agli impianti fotovoltaici ampie zone a sud-est di Pistoia, ad esclusione di centri abitati come Agliana, Quarrata e Casalguidi.  Nell'altra cartina invece sono state tracciate le aree che si trovano all'interno di "coni visivi e panoramici la cui immagine è storicizzata", e le aree agricole di particolare pregio paesaggistico e culturale. Scegliendo come punto di osservazione panoramico l'autostrada A11 e considerato che per "cono visivo" si intende tutto quello che è raggiungibile dall'occhio umano dal basso verso l'alto (e viceversa), le aree idonee al fotovoltaico risultano essere solo quelle al di sotto dei 200 metri sopra il livello del mare. Niente impianti a terra quindi per i Comuni montani, ma anche per zone meno "in quota" come le Ville Sbertoli o Giaccherino. La zona della Piana invece, comprese Agliana, Montale, Quarrata e Casalguidi città risulterebbe idonea.  In sintesi quindi, le zone idonee all'installazione di impianti fotovoltaici a terra compresi tra 20 e 200 kw sono molto poche. La maggior parte sono concentrate fuori dalla cerchia muraria di Pistoia e sviluppate lungo la direzione sud-est: alcune di queste aree però, come quella della piana pistoiese, risultano comunque non idonee perché, pur essendo situate al di sotto dei 200 metri di altezza, appartengono ad aree Dop e Igp. Stesso discorso, ma al contrario, per un'area come le Ville Sbertoli, non idonea in quanto di pregio paesaggistico-culturale pur non trovandosi all'interno di zone Dop o Igp.  I Comuni della provincia hanno avuto tempo fino al 22 giugno per presentare le proprie osservazioni: la maggior parte ha chiesto di aumentare la perimetrazione della aree non idonee. Quarrata ad esempio ha chiesto di ridefinire il limite dell'area non idonea, in quanto Dop-Igp, comprendendo anche il territorio lungo il corso del torrente Stella fino all'incrocio con via Montalbano, proseguendo verso nord lungo via IV Novembre e proseguendo a est lungo via di Mezzo fino al ponte sull'Ombrone.  Tra i Comuni contrari alla metodologia utilizzata dalla Provincia ci sono invece San Marcello e Pistoia. Il comune montano ha ritenuto "penalizzante" la proposta della Provincia, in quanto classifica come non idoneo tutto il proprio territorio: l'amministrazione guidata dal sindaco Strufaldi ha chiesto in pratica la possibilità di installare impianti fotovoltaici a terra anche nelle aree agricole intorno al centro abitato.  Respinte anche le osservazioni di Palazzo di Giano, arrivate fuori tempo massimo: attraverso il servizio urbanistica, l'amministrazione ha messo in dubbio l'intero approccio metodologico utilizzato dalla Provincia, chiedendo di individuare le zone non idonee in base al proprio regolamento urbanistico e, in particolare, chiedendo di allentare i vincoli nelle zone collinari e montane e di restringerli in quelle della pianura. L'esatto opposto dell'approccio utilizzato dalla Provincia.  Ora la palla passa alla Regione: toccherà al consiglio regionale, su proposta della giunta, deliberare la perimetrazione definitiva delle aree non idonee all'installazione di impianti fotovoltaici a terra.

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