Il Tirreno

Pistoia

«Si chiude una vicenda allucinante»

S. M. - F.Cl.

Parla il patron della Pistoiese. Andrea Baldi: «Sono sereno»

2 MINUTI DI LETTURA





 PISTOIA. Ore 15.26 di ieri: quattro righe di comunicato bastano per far tornare il sorriso sulla bocca dei tifosi arancioni. Orazio Ferrari è di nuovo libero e torna ad essere il presidente arancione.  «Finalmente è finita questa vicenda che ha avuto dell'allucinante in quanto non si capisce perché, se una persona non ha fatto nulla, possa essere trattata in questo modo. Adesso ho bisogno di rilassarmi, poi parleremo con calma di tutto».  Sono queste le parole del presidente dell'Us raccolte a caldo dopo aver saputo dell'annullamento degli arresti domiciliari da parte del Tribunale del riesame di Roma all'interno della vicenda "Fuori tutto".  Sul fronte calcistico, inevitabilmente, l'incubo sembra alle spalle visto che la reimmissione in libertà, seguendo alla lettera il regolamento Figc, fa terminare la sospensione dalla carica di presidente e quindi la Pistoiese torna tutta nelle sue mani. Allo stesso tempo, inoltre, vengono messe a tacere ogni voce che in questi quindici giorni era trapelata circa il futuro della società con un possibile passaggio di consegne all'interno della famiglia, da Orazio al figlio Marco, oppure il rientro in grande stile di Luciano Bozzi.  Ovviamente tutto lo staff della Pistoiese fa quadrato intorno al suo condottiero come si evince dallo stesso comunicato ufficiale dove si sottolinea che «la dirigenza tutta esprime la massima soddisfazione ed un abbraccio fraterno al numero uno arancione».  Prima giornata da uomo libero anche per Andrea Baldi, accomunato a Orazio Ferrari nelle accuse formulate dai pm romani. «Dal primo giorno sono sereno, non abbiamo fatto nulla di irregolare - racconta al telefono - tutti i nostri atti sono stati chiari, anzi limpidi. Non conosco le ragioni della decisione del Riesame, al momento abbiamo solo il dispositivo. Ma è importante che i giudici abbiano annullato, non revocato, gli arresti. Posso solo dire che la nostra colpa è stata quella di vendere una società a chi poi ha fatto di tutto e di più, cacciandoci dentro a un marasma».  Come si vive agli arresti domiciliari? «Male, soprattutto se si sa di non aver fatto nulla».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Lutto

Addio a Fabio Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti

di Redazione Lucca