Il Tirreno

Pistoia

«I tagli ai bus e ai treni raccontano una mobilità regredita»

Elisa Pacini
Antonio Sessa e due bus che si incrociano sulle vie della Porrettana: per le associazioni ambientaliste la mobilità in città penalizza i cittadini
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Antonio Sessa e due bus che si incrociano sulle vie della Porrettana: per le associazioni ambientaliste la mobilità in città penalizza i cittadini

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 PISTOIA. «Siamo all'anno zero della sostenibilità ambientale e la mobilità pubblica in questa città è regredita». Non sono mancati i toni forti nella conferenza stampa che Legambiente, Wwf e associazione "Su la testa" hanno convocato alla libreria Lo Spazio per denunciare come i problemi del trasporto pubblico locale siano una diretta conseguenza delle scelte dell'amministrazione comunale e provinciale. Che, a sentire gli esponenti delle associazioni, tradiscono la Carta di Aalborg e l'Agenda 21 (i due punti di riferimento internazionali in materia di sviluppo sostenibile) a cui formalmente dicono di aderire. Lo fanno con la politica di tagli del Copit che ricadono sui cittadini, specie sui più deboli come gli anziani o chi ha scelto di abitare nelle frazioni collinari e montane dove i prezzi delle case sono più bassi.  Paesi anche a pochi chilometri dal centro ma tagliati fuori dal mondo per la mancanza di mezzi pubblici. «Porto la mia testimonianza - dice Luca Pecchioli, di "Su la Testa" - abito ad Arcigliano a 4 km dal Viale Adua. Da casa mia arrivare in città col bus è impossibile. O meglio arrivare si può prendendo l'unica corsa di giornata delle 7,25. Dall'entrata in vigore dell'orario estivo il Copit ha ridotto le corse da due a una al giorno». «Un problema - continua Pecchioli - che è riscontrabile anche in altre zone periferiche della città e che riporta dritto al caso che più ha fatto discutere: la riduzione di corse sulla linea Porrettana».  «Penso a quelle famiglie, molte di immigrati - continua Antonio Sessa di Legambiente - che hanno scelto di abitare nel comune di Sambuca perché le case costano meno e perché c'era il treno. I tagli alla Porrettana sono uno degli esempi che ci dicono come il comune dovrebbe ripensare al modello di mobilità sulla città. Si parla sempre di tagli ma poi si spendono milioni euro per un sottopasso come quello della Breda che disabili e bici hanno molti problemi ad usare, milioni per il parcheggio San Giorgio dove ci sono sì e no 20 macchine e si fa una strada per collegare la superstrada con via Gonfiantini dove non passa nessuno». Il Comune, dicono le associazioni, di fatto incentiva l'uso della macchina e non la mobilità sostenibile. Altri due casi contestati sono la posizione del nuovo ospedale e il nuovo progetto "avventato" sul parcheggio di San Bartolomeo. «Per andare al nuovo ospedale - dice Marco Beneforti del Wwf - ci sarà questa sopraelevata che comporterà dei pannelli di 4-5 metri. Di fatto quest'opera dividerà la città in due tronconi. Ad oggi non si è ancora capito come si raggiungerà l'ospedale a piedi o in bici». «Il Comune - chiude Pierluigi Calandri del Wwf - ha disatteso la legge 5 regionale quella del "recuperare e non costruire". Come mobilità la città si è involuta: dal 1991 c'è un progetto su 10 nuove piste ciclabili rimasto nei cassetti degli uffici di urbanistica. Riguardo alla Porrettana abbiamo trovato che nel 1886 c'erano 6 corse, oggi sono 5».

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