La protesta
Il vescovo: non dimentichiamoci del carcere
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Il vescovo Mansueto Bianchi ha celebrato la messa in carcere La visita di Bianchi nel giorno del patrono della polizia penitenziaria
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PISTOIA. «Una mattina per me molto significativa, un incontro con uomini che lavorano in un ambiente che dovrebbe riabilitare uomini che hanno sbagliato». Così il vescovo Mansueto Bianchi commenta le ore trascorse in Santa Caterina in Brana su invito della Polizia penitenziaria in occasione di San Basilide, ricorrenza del santo patrono (un soldato romano che accompagnava a morte i condannati e venne ucciso per non aver voluto rinnegare la sua fede in Cristo). Il vescovo Bianchi ha celebrato la messa per gli agenti del corpo di Polizia e per i volontari impegnati nella struttura ("Una partecipazione davvero bella") ed ha poi visitato i reparti dove, in situazione di sovraffollamento come nel resto delle carceri italiane, sono chiusi molti detenuti. «L'incontro con i detenuti è stato necessariamente rapido - commenta monsignor Bianchi - ma ho molto gradito il loro invito a tornare in carcere per celebrare un'altra messa». Direttore del carcere e cappellano (il padre Alfredo Maria Paladini, religioso nei Cappuccini) stabiliranno, di comune accordo, la data e quindi il vescovo tornerà presto dentro la struttura dove opera una «preziosa presenza» del volontariato (con l'associazione "Il Delfino" e con la cooperativa sociale "In cammino"). Ha ritrovato, il vescovo, una situazione di profondo e convergente disagio: da una parte il sovraffollamento dei detenuti (molti in più rispetto ai circa 80 di capienza ufficiale. A volte perfino il doppio) e dall'altro lato il sotto-organico degli agenti (fra i 50 e i 60). «Nonostante questi limiti - prosegue Bianchi - ho trovato una apprezzabile sensibilità, anche se il profondo disagio che si vive in quest'ambiente è di ostacolo a un autentico progetto di recupero e reinserimento dei detenuti». In attesa di tornare un'altra volta, stavolta più a lungo con i detenuti, monsignor Bianchi invita la comunità ecclesiale pistoiese, e quella civile, a "non dimenticare" l'esistenza, in città, di una struttura carceraria. «Uno dei modi possibili per visitare i carcerati - evidenzia mons. Bianchi - è anche quello di mettersi in contatto con il volontariato aiutando un lavoro davvero prezioso».
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