La manifestazione
Spes batte cassa alla Regione
Beatrice Faragli
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Le case popolari di via delle Lame ad Agliana Sotto Stefano Marini presidente della Spes Consegnato un progetto da 90mila euro per le case popolari
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AGLIANA. Le case popolari aglianesi balzano in testa alle priorità della Spes. La società che gestisce l'edilizia sociale ha inviato in Regione una richiesta di finanziamento per intervenire sugli appartamenti di via delle Lame. Al centro delle denunce cittadine da almeno cinque anni, ovvero, quasi dalla costruzione stessa degli immobili, il blocco abitativo è considerato dai residenti una vera e propria struttura colabrodo. Scantinati allagati, cortili inutilizzabili e liquami sotto il portone d'ingresso sono un inferno abitudinario per le venti famiglie delle palazzine popolari. La colpa, secondo gli abitanti, è da dividere tra il Comune - proprietario del plesso e responsabile di una progettazione alquanto discutibile - e la Spes, gestore più volte tacciato dai cittadini d'essere una presenza fantasma in caso di problemi. Oggi, è proprio dalla società partecipata (sono soci tutti i Comuni della provincia tranne l'Abetone) che arriva il primo progetto d'intervento sulle Lame. Finora il caso non era mai stato sottoposto all'attenzione regionale. «Nei mesi scorsi - spiega il presidente Stefano Marini - abbiamo fatto una stima del lavoro e della spesa necessari a quella struttura edilizia. La proposta è stata mandata, poco più di una settimana fa, al Lode (livello ottimale d'esercizio, ndr) e da lì è stata approvato». Dopo il via libera dell'assemblea, la richiesta è adesso al vaglio della Regione Toscana. «Probabilmente dovremo aspettare settembre per avere delle risposte» dice Marini. Intanto però la macchina s'è messa in moto. Dopo anni d'attesa e di denunce sulla lunga lista delle necessità cittadine ignorate da proprietario e gestore, ingessati soprattutto per la mancanza di fondi, arriva un primo cenno di speranza. Se Firenze concedesse il via libera, la Spes potrebbe risolvere, nel giro di qualche mese, il problema delle fognature e delle acque meteoriche all'interno del perimetro d'edilizia popolare. «Lì - spiega il presidente Marini - c'è anche un problema di livello nel collegamento con il sistema fognario principale». Un intervento prezioso per i residenti che eviterebbe ai cittadini di ritrovarsi, a giorni alterni, con i liquami fino alle caviglie. L'opera è di quelle consistenti. Secondo il minuzioso piano stilato dalla Spes in ballo c'è un lavoro da 90mila euro. A tanto infatti ammonta la cifra in attesa dell'approvazione regionale. Una volta ottenuto il nulla osta da Firenze, al gestore delle case popolari non resterebbe che procedere all'appalto. Marini però non si sbilancia sull'esito della richiesta. «Ovviamente ci speriamo» dice. Ora, però, la palla è in mano alla Regione e l'attesa, quasi certamente, durerà ancore tre mesi.
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