Il Tirreno

Pistoia

Nella messa celebrata ieri pomeriggio in cattedrale e presieduta dal vescovo Bianchi

Consacrato un nuovo sacerdote

Paolo Gestri
Il vescovo ordina Joan Marius Vorga
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Il vescovo ordina Joan Marius Vorga

Anche 11 tra preti e suore hanno ricordato l'ordinazione

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PISTOIA. «Io prete mi rifarei. È un' esperienza esaltante al servizio del Signore e degli uomini». Il coro dei sacerdoti che ieri hanno festeggiato l'anniversario della consacrazione è unanime: «Essere ministri di Dio vuol dire davvero dare un senso compiuto alla vita». Della propria ordinazione religiosa, due sacerdoti hanno celebrato il 25º anniversario: padre Polycarpe Betukumesu, originario del Congo, attuale parroco a San Mommè, Spedaletto e Sambuca, e don Luca Carlesi. Per altri tre sacerdoti si è fatta invece la festa del sessantesimo: il canonico della Cattedrale don Romano Lolli, monsignor Furio Fabbri e padre Michele Cafaggini, rettore della chiesa dei Cappuccini. A sua volta, don Quinto Pelagalli ha festeggiato il settantesimo.  Sei, invece, le religiose che hanno festeggiato i primi cinquant'anni di professione religiosa: suor Giovanna Bevilacqua, suor Margherita Caciagli e suor Bernadette Parenti delle Salesiane, suor Teresa Dissegna delle Figlie di Sant'Anna, suor Antonella Resti delle Minime di Poggio a Caiano e suor Celina Marras (Mantellate).  Ma soprattutto, quella di ieri è stata una giornata di festa per la Chiesa pistoiese per una nuova ordinazione sacerdotale: quella di Joan Marius Vorga, di nazionalità rumena. Un giovane sacerdote che si avvia su un cammino già percorso dai suoi confratelli che ieri hanno festeggiato.  «Certo che sono felice di essere prete - esclama monsignor Furio Fabbri - rifarei di cuore questo cammino sacerdotale. Sono stato chierichetto a Seano di don Giuseppe Bonciolini, un prete paterno che mi affascinava. Così una sera dopo cena ho dato l'annuncio a mia madra Marianna: "Mi fo prete!". Forse, mi ha portato fortuna l'essere stato battezzato lo stesso giorno del papa Benedetto XVI, il 17 aprile 1927. Ed eccomoi qua, prete dal 29 giugno 1961. Sono stato vicedirettore e rettore del seminario di Pistoia, parroco a Montemurlo, per ben 21 anni e di Santa Maria Maggiore in Pistoia. Ricordo con affetto il vescovo Mario Longo Dorni. Rileggendo ora le sue lettere che ho conservato con affetto, lo apprezzo ancora di più. Adesso, tra San Baronto e Porciano, curo mille anime. È vero che i fedeli sono diminuiti, ma quelli rimasti partecipano molto più attivamente alla liturgia».  Don Luca, dopo un paio di esperienze a Chiesina Montalese e a Lamporecchio, è parroco a San Bartolomeo dal 2002. E' anche direttore dell'ufficio liturgico diocesano, direttore del Museo diocesano Rospigliosi e vicario episcopale per la vita religiosa. Nato a Pistoia, ma originario di San Piero Agliana, è stato consacrato l'11 ottobre 1986 da monsignor Simone Scatizzi. Quando parla del suo sacerdozio, si esalta: «Altro che felice! Non posso che ripetere la convinzione che mi esprimeva il vecchio cappellano di Agliana, don Magni: "Tornassi indietro mille volte, mille volte mi farei prete'. Avere a che fare con tanti fedeli, in una società come questa che continuamente rinnova se stessa, lo considero una bella sfida. Guai se la Chiesa sognasse oggi i tempi di ieri. Certo che, talvolta, ho avuto la sensazione di essere inadeguato. Ad esempio, quando sono arrivato a San Bartolomeo, ho trovato una realtà cittadina molto più "dura", rispetto a qualla della campagna, più problematica. Ricordo anche che a Lamporecchio non hanno l'hobby di andare in chiesa, ma andare in chiesa non dev'essere un hobby. Ciò che conta è la fede incarnata, che si manifesta e si traduce in scelte concrete di vita. D'altronde, i dubbi sono essi stessi delle garanzie».

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