Sicurezza
Trovati i soldi per i servizi scolastici
Beatrice Faragli
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Bambini salgono sullo scuolabus Sotto, seconda da sinistra Gianna Risaliti Il Comune finanzia sino a dicembre nido, mensa e scuolabus
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MONTALE. La maggioranza di centrodestra mette mano al bilancio di previsione per far quadrare i conti su mensa, pulmino e asilo nido. La variazione è fresca di voto. «I servizi scolastici - spiega il vicesindaco Gianna Risaliti - sono stati rifinanziati fino al 31 dicembre prossimo». Come? Con i soldi che, in previsione, arriveranno dal recupero dell'evasione sulle imposte comunali - circa 107 mila euro - e con l'aumento della percentuale da oneri di urbanizzazione impiegata nella spesa corrente, un numero che dal 36% deciso solo qualche mese fa balza al 70% (il tetto massimo utilizzabile è fissato al 75%). Ancora presto invece per fare i conti sulle entrate in arrivo dalla nuova tariffazione dei servizi a domanda individuale. Le iscrizioni per trasporto, mensa e asilo sono chiuse già da qualche settimana «ma - precisa Risaliti - fino al 31 agosto c'è tempo per consegnare il calcolo Isee». I dati certi, insomma, arriveranno solo a settembre, ottobre al massimo. L'atteggiamento però non convince le minoranze. «Richiamiamo l'amministrazione a dare delle indicazioni precise; sembra quasi che non si vogliano certificare alla gente gli aumenti effettivi sul costo dei servizi», dice Sandro Nincheri (Montale Progetto Comune), uno dei primi a denunciare il rincaro delle tariffe approvato dalla giunta Scatragli. Il richiamo all'attenzione è anche sul recupero d'evasione inserita, proprio qualche giorno fa, nelle entrate straordinarie di bilancio: «Lo stesso revisore dei conti - spiega il consigliere d'opposizione - dispone un monitoraggio costante della situazione». «Negli ultimi tempi - continua Nincheri - queste manovre non hanno mai dato il risultato atteso». La spaccatura però è soprattutto sulla questione "priorità". Nonostante una realtà amara e riconosciuta per i Comuni, a Montale, secondo il capogruppo, continuerebbero a proliferare gli incarichi esterni - «8 mila euro per i legali, 10 mila per i consulenti sulle tematiche ambientali e anche aumenti di qualche migliaia di euro per le convenzioni sportive» - e a ridursi invece altre spese, come l'acquisto dei libri per la biblioteca - «quest'anno sceso a mille euro contro i 5-6 mila mantenuti nel passato». Nelle difficoltà dei tagli, il centrodestra starebbe quindi portando avanti «scelte poco coerenti». Dubbi, infine, anche sulla percentuale di oneri indicata nella variazione: «E' un valore alto, quasi al limite di quello che può essere raggiunto come tetto massimo, e siamo a luglio. Per il futuro quindi non resta che una previsione esigua» dice Nincheri. «La manovra - commenta anche Valentina Meoni - poteva esser fatta direttamente prima invece di chiudere il bilancio in tempi rapidi e poi fare questa variazione». Anche il capogruppo del centrosinistra inoltre chiede delle risposte sul "caso tariffe": «Dopo quattro mesi dall'adozione del nuovo tariffario non se ne sa ancora niente. La stima dell'aumento - vertiginoso - non c'è. I servizi reggono - continua ritornando sulla manovra appena varata - ma non si può dire altrettanto sulla possibilità di accedervi». Condanna dell'opposizione intera, infine, sul «fallimento» del federalismo fiscale. E Meoni incalza: «La compagine Udc all'interno della maggioranza Scatragli che ne pensa?».
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