Sicurezza
Muore noto vivaista e diacono
Tiziana Gori
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Giampiero Gherardeschi alla messa funebre del figlio Carlo (foto in basso)Solo poche ore prima se n'era andato il fratello. Erano entrambi malati
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PISTOIA. La morte li ha accolti a distanza di poche ore l'uno dall'altro. Due fratelli, quasi coetanei, che vivevano nella stessa casa. Uno di loro, Pietro Gherardeschi, da tutti conosciuto come Giampiero, era un profondo credente, diacono e catechista nella parrocchia di Badia a Pacciana. Era anche il padre di Carlo, morto lo scorso anno in un terribile incidente stradale a 23 anni. Tutta la comunità di Badia a Pacciana si stringerà stamani attorno alla famiglia Gherardeschi. I funerali di Giampiero, 62 anni, vivaista, ed Enrico, 61 anni, saranno celebrati dal vescovo Mansueto Bianchi. Concelebrerà don Piergiorgio Baronti, e saranno presenti diversi diaconi, legati da tanti anni di amicizia a Giampiero Gherardeschi. Giampiero ed Enrico non sono morti tragicamente come il figlio del primo, Carlo, che ha perso la vita insieme all'amico ventottenne Eligio Fratello il 20 febbraio del 2010 in un incidente stradale sulla Nuova Pratese, a Chiazzano, a pochi chilometri da casa. Entrambi gravemente malati, i due fratelli sono morti a distanza di nemmeno un giorno: Enrico all'ospedale del Ceppo, Giampiero nella sua casa, accudito dalla moglie Manuela, la fortezza in cui si era rifugiato lo scorso anno dopo la tragica scomparsa del figlio adottivo. Enrico si è spento lunedì mattina al Ceppo, dove era ricoverato da tempo per le complicazioni di una broncopolmonite. Giampiero, già in coma da alcuni giorni, è spirato nel suo letto nella notte tra lunedì e martedì. Lottava da più di un anno contro un tumore, scoperto dopo la morte del figlio Carlo. La cerimonia funebre avrà inizio alle 9,30. Enrico e Giampiero riposeranno nel cimitero parrocchiale. La morte, praticamente in contemporanea, dei due fratelli ha, secondo Piergiorgio Baronti, «una logica nella sua illogicità. Sono - spiega il parroco di Bottegone - sempre vissuti insieme. Enrico abitava nella casa di Giampiero. Penso a Manuela, che ha perso entrambi dopo aver perso il figlio, e che sta mantenendo una straordinaria padronanza di sé. La forza della fede risalta in questo momento». Ci saranno anche i bambini del catechismo - i "suoi" bambini - per l'ultimo saluto a Giampiero. E quelli, già grandi, che attraverso di lui hanno capito quanta forza dia la fede. «Era - commenta don Baronti - un uomo determinato, portatore di quei princìpi contadini sani che non hanno tempo. Era sempre alla ricerca del servizio, della disponibilità assoluta».
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