Gioco
Il preoccupante quadro dei primi mesi del 2011 presentato dallIres in un convegno a Cgil Incontri
L'occupazione va sempre peggio
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Daniele Gioffredi (Cgil) e la manifestazione di lavoratori e cassintegrati organizzata a maggio dalla Cgil La cassa integrazione diminuisce in Toscana, ma a Pistoia aumenta dell'84%
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PISTOIA. Se l'economia toscana continua a manifestare una sua debolezza a livello italiano, paragonata a regioni come Emilia e Veneto, quella pistoiese preoccupa anche rispetto a quella toscana, mostrando dati negativi specie sul fronte occupazione e della cassa integrazione. Questo il sunto del rapporto sull'economia pistoiese nel contesto regionale e nazionale presentato dall'Ires Toscana, l'istituto economico della Cgil, presentato ieri mattina al convegno che si è svolto all'hotel Lago Verde di Serravalle nell'ambito di Cgil Incontri. Lo studio è stato presentato dal presidente dell'Ires, Emanuale Berretti, il quale ha detto che «il dato di ripresa dell'economia pistoiese si posiziona al di sotto della media toscana». Insieme a lui, ne hanno discusso Franco Bortolotti e Stefano Casini, mentre le sfide dell'economia e i riflessi sulla provincia di Pistoia sono stati i temi della tavola rotonda che ne è seguita, a cui hanno partecipato Caterina Bini, Daniele Gioffredi, Paolo Magnanensi, Stefano Morandi, Giuseppe Oriana e Lido Scarpetti. Cassa integrazione. Mentre in Toscana diminuisce la cassa integrazione (-5,37%), in provincia di Pistoia la tendenza è inversa, con un aumento delle ore di cassa integrazione dell'84% raffrontando il primo trimestre 2010-2011. Sopratutto aumenta quella straordinaria e quella in deroga, nelle quali sono circa 1000 i posti di lavoro a rischio nella nostra provincia nel 2011. E Daniele Gioffredi della segreteria Cgil, ha evidenziato come «almeno 4000 lavoratori siano esposti a rischio di cassa integrazione». La crisi da noi sta colpendo di più il settore manifatturiero, sebbene si mostri un lieve incremento dell'export per i settori del tessile, abbigliamento e calzaturiero, che nella nostra provincia era già in difficoltà, ponendo così ulteriori ostacoli alla capacità di ripresa del comparto, se in particolare non verrà agganciata la ripresa legata all'export. Mobilità. Significativi i dati sulla mobilità. I flussi nel marzo 2011 sono aumentati del 12,6% rispetto al marzo 2010, con un lieve calo per gli uomini (-0,8%), ma un netto aumento delle donne (+22,9%). «Si allontana la data della ripresa - ha aggiunto Gioffredi - sia sul fronte occupazionale che produttivo, con una previsione ottimista che vede il 2018-2019 come data per raggiungere i livelli ante crisi». F.A.
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