Il Tirreno

Pistoia

I ricami pistoiesi volano nel mondo

Luca Giuntini
L’interno dell’Elastificio e nella foto piccola in alto Giovanni Dentella
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L’interno dell’Elastificio e nella foto piccola in alto Giovanni Dentella

10 dipendenti e 500 grandi clienti per i pizzi dell'Elastificio Toscano

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 PISTOIA. I Romani credevano che nel nome di una persona fosse già scritto il suo destino. Giovanni Dentella quando è nato certo non c'ha pensato, ma col passare degli anni ha dovuto ammettere che questi Romani, in fondo, non avevano poi così torto. Sì perché Giovanni è uno dei due titolari dell'Elastificio Toscano, azienda pistoiese che produce nastri e pizzi. E pizzo in francese si dice "dentelle", assonanza più che esplicativa col cognome Dentella.  «Un nome un destino, non avrei potuto fare un altro lavoro - scherza Giovanni - Con me che guido l'azienda, insieme a mio zio Lorenzo, siamo arrivati alle terza generazione. Nel '63, quando nacque l'Elastificio, c'era mio nonno. Chissà, forse dopo di me continuerà uno dei miei figli».  Grazie all'esperienza raccolta in quasi cinquant'anni di storia, l'Elastificio Toscano è diventato una delle aziende locali più apprezzate del settore: pizzi, trine, passamanerie, elastici, nastri per il settore dell'abbigliamento, della biancheria per la casa, dell'oggettistica e per quello manifatturiero.  Strategica si è rivelata la scelta di puntare sull'innovazione tecnologica: «Abbiamo due marchi registrati che siamo riusciti a produrre modificando le tradizionali macchine tessili - spiega Giovanni - Un procedimento innovativo che ha dato vita a "il filet a crochet di Firenze", ovvero un pizzo in cotone caratterizzato da quadretti pieni e vuoti che creano un disegno; e poi il "Dentella's lace", letteralmente il "pizzo dei Dentella", imitazione del tradizionale "valencienne" ma ottenuto appunto con un tecnologia tutta particolare. Sono prodotti creati di sana pianta, completamente nuovi, impossibili da paragonare, economicamente, con altri presenti sul mercato».  Questi sono i due fiori all'occhiello dell'Elastificio Toscano, ma l'azienda produce oltre 700 articoli diversi, disponibili in pronta consegna e personalizzabili secondo i gusti del cliente: «La nostra è un'azienda piccola, con dieci dipendenti - afferma Giovanni - Non lavoriamo su grossi ordinativi, ma abbiamo un vasto assortimento di articoli, disponibili in tempi brevissimi. Questo grazie a un'organizzazione produttiva che mantiene il nostro magazzino sempre ben rifornito. Oltre alla velocità di consegna il nostro punto di forza è quello di offrire un prodotto che il cliente può personalizzare come vuole: a questo proposito abbiamo un sistema cad di disegno che simula l'articolo finito».  Un business di nicchia dove la concorrenza cinese si fa sentire, per fortuna, meno che altrove e dove la qualità è sempre in primo piano: «La concorrenza e l'importazione selvaggia dalla Cina si fa sentire soprattutto sul prodotto finito - spiega Giovanni - Il nostro successo lo dobbiamo anche ai dipendenti, alcuni dei quali lavorano qui da oltre trent'anni. E poi alla selezione delle materie prime, come l'uso del cotone doppio mercerizzo. Nonostante questo sia un periodo di stallo per l'economia, lavoriamo anche per firme prestigiose nel settore tessile e manifatturiero, non solo toscane».  Il mercato di riferimento resta quello italiano, ma da undici anni l'Elastificio ha progressivamente allargato i suo orizzonti commerciali: «Dal 2000 abbiamo iniziato a entrare in contatto anche con i mercati esteri - spiega Giovanni - Marocco, Giappone, America del nord ed Europa. Abbiamo 500 clienti in tutto il mondo. Questo però è un periodo duro, il boom vissuto tra metà degli anni '70 e metà degli anni '90 è finito, adesso dobbiamo invece contenere i danni e cercare di intercettare la ripresa economica. Per raggiungerla, una delle strade percorribili è quella di investire nella ricerca e nello sviluppo dei macchinari. Noi abbiamo puntato su questo, piuttosto che su una maggiore penetrazione commerciale. A parte tutto però rimango ottimista. L'entusiasmo con il quale lavoro è quello di quando ho iniziato».

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