Italia
«Stagione sciistica a rischio»
Elisa Valentini
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Limpianto della Selletta ancora in funzione Allarme del sindaco e della società Ximenes, affogata nei debiti
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ABETONE. Se non arriva il sostegno dalla Regione gli impianti di Abetone rischieranno la chiusura. A lanciare un allarme concertato sono il sindaco Giampiero Danti e Federico Sisi, presidente della società Ximenes che dal 2004 gestisce direttamente l'impianto di risalita Regine-Selletta. Le ormai note difficoltà di bilancio della società sono divenute insostenibili. E, se se qualcosa sembra muoversi in Regione, è la montagna a non avere abbasstanza coscienza di una situazione di estrema urgenza che rischia di far saltare l'intero comprensorio sciistico. «Il problema di Ximenes esiste sin dall'inizio quando, per la costruzione dell'impianto, furono investiti 7,5 milioni di euro a fronte di un capitale sociale di 1 milione - spiega Sisi - un tale investimento, però, non si ripaga da solo, con i propri incassi, a causa della stessa funzione per cui è concepita la seggiovia. I dati del bilancio 2010, che si è chiuso in positivo grazie ad una partita straordinaria, mostrano entrate per 300mila euro che non coprono le spese di gestione per 530mila. Un andamento che certo non aiuta a ripianare il debito complessivo di 3,5 milioni di euro». Si tratta infatti di un impianto di arroccamento la cui funzione precipua è di trasportare gli sciatori fin sulle piste della Selletta e poi del Gomito, aprendo l'accesso all'intero comprensorio senza dover arrivare in auto fino ad Abetone. La funzione strategica è indubbia e solleva la stazione invernale, che riceve l'80% degli sciatori dalla Toscana, da intasamenti sulla strada statale e da un sovraccarico sui parcheggi che già attualmente risultano insufficienti. Ma in questo modo gli sciatori transitano una sola volta dall'impianto, tanto più in assenza di un sistema di innevamento programmato. «Si è già provveduto all' ampliamento della locale pista, ma la carenza di neve alle quote più basse blocca la seggiovia anche per 30 giorni, con ulteriore riduzione delle entrate ed effetti negativi sui periodi di funzionamento poiché molti perdono l'abitudine di usufruirne - spiega Danti, che tuttavia si sente ottimista - la Regione ci ha garantito un grosso aiuto sotto forma di investimento in un sistema di adduzione dell'acqua dal torrente Sestaione che, utilizzando i nostri macchinari, consentirà di sparare la neve anche in questo tratto. Se riusciremo a congelare il debito o ripianarlo lentamente, l'impianto sarà poi in grado di autofinanziarsi senza più assistenza». Un po' meno ottimista la visione di Sisi: «La Regione sta cercando una modalità di finanziamento, ma non è così semplice. L'innevamento artificiale aiuterà, ma il problema della perdita strutturale rimane poiché insito nell'impianto. L'aiuto dalla Toscana è indispensabile, ma credo che ci vorrebbe un maggior impegno da tutti gli enti e operatori perché la Ximenes è solo la punta di un grosso iceberg e il suo fallimento avrebbe ripercussioni su tutta la montagna. Alle difficoltà politiche del Comune, detentore del 51%, si sommano quelle degli altri impiantisti abetonesi, proprietari del restante 49%, che non riuscirebbero a rispondere ad un impegno così oneroso. L'effetto domino potrebbe portare alla chiusura progressiva di tutti gli impianti con danni inestimabili per l'economia montana, toscana ed emiliana. Verrebbe a mancare une bella fetta di turismo mentre la fila già consistente di disoccupati si accrescerebbe di 2000 componenti».
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