Il Tirreno

Pistoia

Possibile demolire gli edifici fatiscenti

Marta Quilici
Sopra, una mostra di mobili ormai vuota da tempo A destra lo scheletro di via Montalbano, presente da anni sulla strada principale di Quarrata
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Sopra, una mostra di mobili ormai vuota da tempo A destra lo scheletro di via Montalbano, presente da anni sulla strada principale di Quarrata

I privati potranno anche ricostruire cambiando, in parte, la destinazione d'uso

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 QUARRATA. Adesso è davvero tutto nelle mani dei privati. Se in via Montalbano ci sono scheletri incompleti da decenni, se ci sono mostre di mobili deserte, se ci sono interi palazzi, come quello al semaforo dei Macelli, completamente deserti, la responsabilità, sarà adesso dei loro proprietari.  Finora i privati avevano mani e piedi legati: in via Montalbano non si poteva praticamente toccare niente a causa del mancato accordo tra Comune e Autorità di Bacino sull'edificabilità della zona. Il consiglio comunale ha approvato la variante al regolamento urbanistico che permette la demolizione e la ricostruzione degli immobili fatiscenti. Recependo parte delle 25 osservazioni pervenute da cittadini e associazioni di categoria, inoltre, sono stati risolti alcuni ostacoli che avrebbero di fatto limitato la possibilità di intervento sulla zona. Adesso chi vorrà potrà almeno demolire e ricostruire, anche cambiando in parte la destinazione d'uso degli edifici del viale. Unica mancanza: non sarà ancora possibile costruire edifici ex novo.  Non siamo ancora alla concretizzazione del famoso "Acu" (Ambito di connotazione urbana), bloccato da anni per un mancato accordo tra Comune e Autorità di Bacino sul rischio idrogeologico dell'area. Poco male, però, se da ora in poi, sarà intanto possibile abbattere le brutture esistenti che fanno piombare nel degrado la via d'accesso alla città. Dopo la discussione della variante al regolamento urbanistico in consiglio lo scorso dicembre, il Comune ha ricevuto 25 osservazioni da parte di cittadini, tecnici, associazioni di categoria, che ha in parte recepito. La variante, così integrata, è stata approvata in consiglio comunale con il voto favorevole di maggioranza e Udc e l'astensione degli altri gruppi.  Con l'approvazione della variante, sarà possibile demolire un edificio e ricostruirlo sfruttando la stessa superficie utile lorda. Sarà anche possibile cambiarne la destinazione d'uso fino al 60% di superficie residenziale. Uno dei maggiori problemi per la ricostruzione di un edificio era l'obbligo dell'adeguamento dei parcheggi. Su questo punto aveva presentato un'osservazione anche il consigliere Udc Alessandro Cialdi denunciando, di fatto, l'impossibilità di trovare in alcuni casi il posto utile per la costruzione del parcheggio. Il Comune ha recepito l'osservazione aumentando la possibilità di monetizzarli: al posto di alcuni parcheggi, il privato può dare dei soldi al Comune che andrà a realizzarli dove ritiene più opportuno. Per favorire la realizzazione di alcuni posti auto il Comune ha recepito un'altra osservazione aumentando l'altezza massima degli edifici da 14 a 16,5 metri: «Con un piano in più - spiega Luca Gaggioli, assessore all'urbanistica - il privato potrà recuperare, come previsto, tutta la vecchia superficie, con la possibilità di sfruttare parte del piano terra come parcheggio.  Altra variazione è la riduzione della superficie massima dei nuovi negozi che passa da 1200 metri quadri (800 di non alimentare e 400 alimentare) a 1000. Non accolta la richiesta di realizzare asili in zone produttive: «Se si tratta di asili aziendali - spiega Luga Gaggioli- la legge prevede la loro realizzazione nelle vicinanze dell'azienda, quindi in zona produttiva. Gli altri, però, non ha senso che siano in zona industriale». Le sale giochi, invece, possono essere messe solo in aree produttive, fuori quindi dalle zone residenziali e dal centro.  

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