Il Tirreno

Pistoia

«No all'impianto mangia-rifiuti»

Beatrice Faragli
Sopra il depuratore del Calice In alto a destra Eleanna Ciampolini Sotto Rinaldo Bini
◗
Sopra il depuratore del Calice In alto a destra Eleanna Ciampolini Sotto Rinaldo Bini

L'Asm vuole costruire un digestore anaerobico. Preoccupati i residenti

3 MINUTI DI LETTURA





 AGLIANA. Sui confini aglianesi torna il rischio inquinamento e cattivi odori. Dopo aver scongiurato la costruzione di un impianto per il trattamento rifiuti (cdr) a Badia a Pacciana, con centinaia di cittadini pronti a dichiarar guerra alla Provincia di Pistoia, stavolta, per Agliana, i problemi arrivano dall'area pratese. La società Asm (Ambiente, servizi, mobilità) infatti avrebbe intenzione di realizzare un digestore anaerobico per la produzione di biogas al Calice, proprio accanto al depuratore della Gida Spa, una struttura necessaria e di supporto alla previsione Asm.  Il Comune si è già mosso chiedendo l'attivazione della Valutazione di impatto ambientale sul progetto. Pur parlando di energia pulita ricavata dalla demolizione di sostanze organiche complesse infatti, i residenti sono preoccupati per le ricadute che un tale impianto potrebbe avere sulla zona.  L'area di Ponte dei Bini poi è al centro delle lamentele cittadine da anni: il depuratore di notte non fa dormire per i rumori emessi dalle parti meccaniche della struttura, mentre di giorno toglie il fiato per la puzza insopportabile proveniente dalle vasche e dai fanghi. La situazione è stata più volte denunciata dal Comitato locale per la qualità della vita che, proprio pochi giorni fa, ha incontrato, con tanto di sindaco Ciampolini a far da mediatore, il direttore della Gida. Ora, a tutto questo, si aggiunge anche un potenziale digestore anaerobico. «Un impianto del genere - spiega Rinaldo Bini, presidente del comitato - è un mangia rifiuti, si serve cioè del cosiddetto umido per creare energia».  Ciò significa che sull'area, qualora l'Asm dovesse andare in fondo al progetto, arriverebbero camion pieni di spazzatura che, come denunciato da alcuni cittadini, equivarrebbero a inquinamento e cattivi odori. Per i residenti insomma, già assediati dal depuratore, i disagi sembrano aumentare invece che, dopo anni di richieste e di confronti, diminuire. L'appoggio dell'amministrazione aglianese però c'è e, cosa più importante, non è solo morale. «Nei tempi previsti abbiamo scritto una lettera indirizzata al promotore dell'iniziativa Asm, al Comune e alla Provincia di Prato per chiedere l'attivazione della Via», spiega il sindaco Eleanna Ciampolini.  La posizione dell'ente locale verso l'impianto non è certo favorevole anche se ancora, dagli uffici aglianesi, aspettano di visionare il progetto. Intanto dalla Gida arrivano le prime risposte al Comitato. Nella riunione del 7 giugno, i gestori del depuratore hanno dato la piena disponibilità a sostenere i costi per un perito, al servizio dei cittadini di Ponte dei Bini e San Michele, che conduca l'analisi dei rumori sulla zona. Dai rilievi già fatti in precedenza, hanno fatto sapere tuttavia dalla società, non emergerebbe alcuna situazione disagevole. I residenti però, martoriati dal baccano della turbina quasi tutte le notti, non la pensano certo così.  La richiesta di una copertura delle vasche contro l'inquinamento da polveri sottili invece è stata respinta e anche per gli odori non si registrano conquiste: secondo la Gida il puzzo viene dal canile vicino. L'azienda in compenso ha stanziato 12 mila euro per mettere un'alberatura di protezione sul confine dell'impianto.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa