Sicurezza
In cinque con i documenti falsi: arrestati
Tiziana Gori
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Un momento della conferenza stampa in questura Tutti pakistani. Nelle indagini della polizia anche l'ipotesi terrorismo
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PISTOIA. Gli agenti della Polizia stradale erano in allerta da giorni. Una nota del Servizio centrale operativo della Polizia di Stato segnalava "traffico di uomini su auto con targa tedesca". Il trafficante di uomini è stato trovato, e arrestato, insieme a quattro connazionali pakistani, il 20 giugno. Solo che viaggiava su una Wolkswagen Passat con targa spagnola e diretta nel paese iberico. Le indagini della Stradale si sono intrecciate con quelle della Digos, diretta dal vicequestore Luigi Larotonda. L'allarme terrorismo si è innalzato nelle ultime settimane, e il Pakistan è in prima linea tra i paesi foraggiatori di aspiranti terroristi. All'alba del 20 giugno una pattuglia della Polizia stradale ha fermato al chilometro 34 dell'A11 (all'altezza di Monsummano Terme, direzione mare) un'auto con a bordo cinque immigrati, che hanno fatto capire agli agenti di non parlare l'italiano. Ad un primo controllo i documenti consegnati non presentavano segni visibili di contraffazione ma è stato l'atteggiamento nervoso dei cinque a convincere gli agenti che era il caso di eseguire controlli più mirati. «I documenti - spiega il comandante della Polizia stradale, Rita Palladino - sono stati fatti analizzare dalla Polizia scientifica di Firenze, che ha una sezione specializzata in falso documentale». «Per noi - aggiunge il vicequestore Larotonda - è difficile accorgerci ad occhio nudo di possibili falsificazioni. Sono documenti di solito plastificati, con sigilli non facilmente individuabili». Interessante, per i colleghi pistoiesi della Digos e della Stradale, la scoperta della Scientifica fiorentina: su più documenti erano presenti le impronte di una stessa persona. Sulla base di quanto previsto dagli articoli 61/2 della legge 497/bis e 12 della legge 286/98 i pakistani sono stati arrestati per "introduzione e favoreggiamento dell'immigrazione clandestina/possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi". «Il 497 bis - specifica Larotonda - è stato introdotto nel 2005 proprio per combattere il terrorismo, e permette il fermo e il ricorso a misure restrittive per immigrati trovati in possesso di documenti falsi». «Gli accertamenti su questi personaggi - afferma il questore Maurizio Manzo - sono tuttora in corso e proseguiranno nelle prossime settimane. In questo momento c'è una particolare allerta sul terrorismo di matrice pakistana. Stiamo studiando i loro movimenti prima di essere fermati sull'autostrada e il perché del loro viaggio in Spagna». Troppo presto per dire se avessero obiettivi terroristici, ma intanto la Polizia ha individuato tra i 5 il "trafficante di uomini": Muhammad Anwer, di 48 anni, probabilmente non nuovo a viaggi simili con altri connazionali. «Il flusso emigratorio dal Pakistan - conferma Larotonda - è forte, segno che ci sono esperti in grado di fornire documenti contraffatti ai clandestini». Gli altri arrestati sono: Hussain Akhter (36 anni), Abdul Shaik Waheed (42 anni), Muhammad Saeed (18 anni), Mohammed Yaqub (35 anni). Gli ultimi due si erano allontanati dal centro di prima accoglienza di Sant'Anna, a Crotone, dov'erano stati ospitati perché entrati in Italia clandestinamente. Dalle indagini della Digos è emerso che Muhammad Anwer aveva procurato ai connazionali falsi passaporti pakistani e permessi di soggiorno spagnoli. Si sono incontrati alcuni giorni fa alla stazione Termini di Roma, e da lì in auto fino al chilometro 34 dell'A11, dove una pattuglia della Stradale ha interrotto il loro viaggio.
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