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Pistoia

Ritorna libero Silvano Ferrini

F.A. - F.Cl.
In alto Ferrini Sotto Ugo Baldi
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In alto Ferrini Sotto Ugo Baldi

Revocati gli arresti per il presidente. «Una prima battaglia vinta»

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 PISTOIA. Il Gip del tribunale di Roma Giovanni De Donato ha revocato gli arresti domiciliari per Silvano Ferrini, 67 anni, presidente della Conad del Tirreno.  Ferrini era ai domiciliari da martedì della scorsa settimana, insieme all'amministratore delegato della Conad Ugo Baldi e ad altre 23 persone coinvolte nell'inchiesta "Fuori tutto" della Guardia di finanza di Roma.  I legali avevano presentato richiesta di revoca della misura anche per Baldi, che però se l'è vista confermare. Ferrini e Baldi sono indagati per bancarotta fraudolenta e appropriazione indebita.  «Più di ogni altro vorrei ringraziare la mia famiglia, mia figlia e tutti, proprio tutti - si legge nel comunicato diffuso ieri sera dal presidente della Conad - anche se la revoca degli arresti è la prima battaglia vinta e la guerra è lunga».  L'accusa che Ferrini e Baldi devono fronteggiare, insieme tra gli altri al presidente della Pistoiese Orazio Ferrari e al suo socio Andrea Baldi, è quella di appropriazione indebita e bancarotta fraudolenta in riferimento al grande magazzino Conad di Montopoli Valdarno. Secondo i magistrati di Roma, il valore dell'immobile fu gonfiato artificiosamente, tanto da far ipotizzare un danno per la stessa Conad di oltre 17 milioni di euro. Soldi confluiti in alcune società che - dopo essere state svuotate - finirono fallite.  Nella nota, Ferrini mantiene le dimissioni già rassegnate al consiglio di amministrazione della Conad e da questo respinte. «Ringrazio tutti i soci per la stima e la fiducia dimostratami, ma ritengo di mantenere per ora le mie dimissioni pur non escludendo di poter tornare sulla mia decisione, sempre secondo la volontà di Conad del Tirreno, quando questa vicenda sarà conclusa con l'unico esito che può avere, e cioè riconoscendo la correttezza del mio operato».  «Quando si riesce ad avere una revoca di un provvedimento cautelare dalla stessa persona che ha emanato questa provvedimento - ha aggiunto poi Ferrini raggiunto al telefono nella sua abitazione di Cintolese - la soddisfazione non può essere che massima. Devo però dire che contano poco i miei interessi personali, c'è di mezzo un'azienda con settemila persone che ci lavorano e non posso permettermi di fare danni a queste persone».  «Alla fine - conclude il comunicato - per ultimo, vorrei che venisse pubblicato quanto sto per affermare: "Mia moglie è grande! E dovrò ancora lavorare molto per meritarmela"».  La moglie, Giovanna Pazzini, socio Conad, aveva infuocato l'assemblea di lunedì ribadendo la certezza dell'innocenza del marito e di Ugo Baldi e difendendo la Conad, descrivendola come «una quercia che non può essere decapitata».  Rimane ai domiciliari, invece, Ugo Baldi, che a differenza di Ferrini non ha ritenuto di dimettersi dalla carica. E questa differenza di strategia, probabilmente, ha avuto un peso consistente nella decisione del Gip di Roma. I legali di Baldi, Andrea Niccolai di Pistoia e Riccardo Olivo di Roma, presenteranno subito una richiesta di riesame della decisione del Gip e intanto si prepareranno per l'interrogatorio davanti ai pm dell'inchiesta, che è stato fissato per il 5 luglio.

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