Il Tirreno

Pistoia

La Cgil fa retromarcia e toglie la bandiera

 B.F.
La bandiera rossa della Cgil non sventola più sulla torre
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La bandiera rossa della Cgil non sventola più sulla torre

«Quel rosso è il sangue dei lavoratori, ma non vogliamo polemica»

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 SERRAVALLE. Alla fine l'hanno tolta. In cima alla torre di Serravalle Pistoiese, da mercoledì sera, la bandiera rossa Cgil non sventola più. Per liberare il borgo da quel drappo, issato a cornice della festa "Cgil Incontri", il consigliere serravallino di centrodestra Alessio Gargini - al grido di «risparmiamogliela» - si era appellato al Prefetto di Pistoia e al Ministero per i beni e le attività culturali.  La Confederazione, in odor di polemica, ha così deciso di fare retromarcia. Non per legge e neppure per imposizione però: «Solo per non alimentare il caso», ha spiegato Sergio Frosini.  «Siamo sconcertati, allibiti», ha detto. E sconcertata e allibita è anche l'assessore comunale Simona Querci. «Il rosso di quella bandiera - ha ricordato - è il rosso del sangue degli operai, versato per i diritti di cui noi oggi possiamo godere, versato per la democrazia». «Hanno avuto - le fa eco Frosini battendo sulla minoranza comunale di Serravalle - la brillante idea di intavolare una polemica pubblica. Noi, appena siamo venuti a sapere che il problema era stato sollevato in consiglio, probabilmente senza nemmeno rendersi conto del significato vero di quella bandiera, ci siamo mossi proprio per non creare una situazione come questa. E' stata fatta una polemica solo per il gusto della polemica». Condanna anche da parte di Sergio Lomi di Libera: «Quando qualcuno in un'assemblea comunale pone questi problemi, vuol dire che non ha ancora capito in cosa consiste la cittadinanza». Parole di disapprovazione inoltre dai giovani siciliani del 5º laboratorio nazionale della legalità, arrivati a Serravalle proprio in questi giorni. «In Sicilia questo tipo di polemiche sarebbero solo a vantaggio della mafia; per noi è un bruttissimo segno» ha detto Luciano Rizzuti, uno dei ragazzi che, da oggi, parteciperà alla manifestazione "La mafia è anche cosa nostra". E proprio ieri, questo folto gruppo di associazioni e persone, era nel borgo serravallino per dare il benvenuto ai laboratori contro tutte le mafie, un'iniziativa promossa dalla Cgil. La cerimonia si è trasformata in un'occasione per affermare il valore di quella bandiera. Per tutti loro il drappo resta, idealmente, issato. Di fronte poi a ciò che "Cgil Incontri" ha portato a Serravalle - «questo luogo - ha detto la Querci - è finalmente conosciuto e valorizzato a livello nazionale e non solo e Cgil, semmai, ha apportato al castello delle migliorie» - lo sconcerto verso la presa di posizione di Gargini è ancora più intenso. Il consigliere di centrodestra intanto esprime apprezzamento e ringrazia per il gesto della Confederazione.

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