Sicurezza
Fino al 2 luglio continuano le iniziative di LiberArci dalle spine
Anche Pistoia nella rete antimafia
B.F.
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Un banchetto di Libera 3 MINUTI DI LETTURA
SERRAVALLE. «Capita spesso di trovarsi di fronte a vigneti recisi. Sono atti intimidatori della mafia. Davanti a questo abuso la differenza è soltanto una, ma fondamentale: chi è solo sta zitto, resta con le sue viti segate, non denuncia; chi fa rete, invece, va prima dalle forze dell'ordine e poi diffonde la notizia, il più possibile, sui giornali». E' la lotta alla mafia raccontata dai ragazzi siciliani, giovani uomini che - attraverso i loro circoli Arci di Palermo, Gela e Canicattì - ogni giorno promuovono i frutti delle terre confiscate, cresciuti grazie al lavoro delle cooperative sociali. Fino al 2 luglio saranno nel Pistoiese, insieme ad altri otto giovani marchigiani, per il 5º laboratorio della legalità, un'iniziativa nata dal progetto "LiberArci dalle spine". Molte le associazioni e le realtà locali che partecipano alla manifestazione perchè, come spiega Luciano Rizzuti, uno dei ragazzi accolti a Serravalle, «c'è bisogno di una rete che ci faccia sentire, una volta tornati in Sicilia, le spalle grandi, sia dal punto di vista numerico che di consapevolezza». «Noi - dice Giuseppe Scicolone, venticinquenne di Gela - non facciamo niente di speciale: questa è semplicemente cittadinanza attiva». Da oggi gli undici del laboratorio saranno impegnati in una nove giorni di seminari, incontri e conoscenza. Quest'anno si parlerà soprattutto dei beni confiscati alla mafia e del rapporto, spesso contraddittorio, tra giustizia sociale e legalità. «Sento il peso di una presunzione che spesso noi siciliani abbiamo - dice Rizzuti -, cioè quella di pensare che la vera antimafia la facciamo soltanto noi. Questo - spiega il giovane palermitano- è uno dei motivi più grandi per cui siamo così lenti nella lotta». «La nostra zona - ricorda inoltre Sergio Frosini della Cgil - non è esente dal fenomeno. Nessuno lo è». «Nel centro di Corleone, di fronte alla "Casa Caponnetto" (sede della cooperativa "Lavoro e non solo", ndr) - racconta infine Maria Cangioli dell'Arci - le finestre erano sempre tutte chiuse. Oggi, grazie alla lotta alla mafia e al coraggio della gente, quelle stesse finestre sono spalancate e sui balconi qualcuno ha messo dei fiori». L'obiettivo della rete è proprio questo. Tra i prossimi appuntamenti stamattina, dalle 9 alle 13, inizia il laboratorio "I beni confiscati" (circolo Arci di Serravalle). Tra gli interventi previsti: Maurizio Pascucci, responsabile del progetto "LiberArci dalle spine", Campi Antimafia e Laboratori della legalità democratica. Alle 17 spazio all'incontro con il Prefetto di Pistoia Mauro Lubatti. Il fine settimana sarà all'insegna dei laboratori e della partecipazione al meeting antirazzista Cecina mare, mentre per lunedì, alle 16 e 30 al circolo "La Torre", è atteso l'incontro con Giuliano Giuliani, padre di Carlo Giuliano, morto nel 2001 durante il G8 di Genova. Le iniziative continueranno fino al 2 luglio. La manifestazione è organizzata dall'Arci di Pistoia insieme al circolo della legalità "La Torre" e alla Cgil Pistoia, con il patrocinio di: Provincia, Comuni di Pistoia e Serravalle, Libera, Cooperativa Gruppo Incontro, Cooperativa Lavoro e non solo, Croce Verde Pistoia, Legambiente e con il contributo della sezione soci Coop pistoiese.
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