Il Tirreno

Pistoia

«Mia figlia ha paura degli adulti»

I danni psicologici subiti al Cip Ciop: parlano i genitori dei bambini

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 PISTOIA. Ha ancora paura del buio e vuol dormire con la luce accesa. Ma non vuole neppure che qualcuno apre una porta, in qualsiasi stanza si trovi. E si spaventa appena un adulto alza la voce. Sono solo alcune delle conseguenze psicologiche subìte da una piccola ospite dell'asilo nido Cip Ciop. Conseguenze raccontate dal padre, ma confermate nel lungo dossier preparato per il tribunale da due periti, la psicologa Susanna Mazzuchelli e il pediatra Paolo Cornaglia Ferraris. Il 6 giugno fu la psicologa a deporre nel corso dell'udienza del processo di Genova, con giudizio immediato, che vede alla sbarra le maestre Anna Laura Scudieri ed Elena Pesce. Ieri in tribunale a Genova, è invece toccato al professor Cornaglia Ferraris, che ha sostanzialmente confermato quanto già deposto dalla collega Mazzucchelli. Il pediatra ha confermato di aver riscontrato lesioni psichiche gravi in almeno 15 dei 46 bambini sottoposti a perizia e, tra questi, conseguenzee disturbi ancora più gravi in 4-5 casi.  Dai traumi subiti nel periodo trascorso nell'asilo di Sant'Agostino potranno derivare conseguenze croniche per i piccoli? Una domanda ricorrente nel corso del processo. «Proprio oggi porto mia figlia all'appuntamento bimestrale con la psicologa dell'Asl - dice Daniele Sicari, il genitori della bimba che ha paura del buio a cui accennavano all'inizio - E' un lavoro lungo e difficile, ci hanno prospettato tempi lunghi. Proprio in questo mese mia figlia finisce il nido, era piccolissima quando è entrata al Cip Ciop. Quando è con gli altri bambini non manifesta problemi, ma il discorso cambia al cospetto degli adulti. E' terrorizzata dal tono della voce, quando le sembra di essere minacciata, scoppia subito in un pianto dirotto. Non vuole vedere porte aperte, ha paura del buio ma anche della luce eccessiva. Ed è una bambina che noi abbiamo abituato al buio quando era piccola. Noi sappiamo solo quello che si vede dalle riprese della polizia all'interno dell'asilo, la punta dell'icberg».  Per i genitori, all'udienza di ieri era presente Ilaria Maggi, madre di un bambino e presidente dell'associazione Via dei Colori: «La deposizione di Paolo Cornaglia Ferraris non ha fatto che confermare quanto avevamo già letto nelle 50 pagine di perizia che il pediatria ha prodotto insieme alla psicologa Susanna Mazzucchelli. Rispetto alla cronicità delle conseguenze, la parola irreversibile non esiste in psicologia. I bambini sono in età evolutiva, quindi è chiaro che avranno modo di superare questi traumi. Così come accade per chi perde un braccio e impara a fare tutto con l'altro. Certo però le ripercussioni permarranno a livello profondo, pronte a rivenire fuori con ciclicità. La cosa certa è che questi bambini, come mio figlio che è in terapia da un anno e mezzo, in quell'asilo hanno perso degli anni di vita cruciali».  Danni psicologici, ma anche seri rischi fisici, come ha riferito ieri a margine del processo un altro genitore: «Mio figlio ha rischiato il coma ogni giorno. E' diabetico e gli veniva somministrata l'insulina agli orari sbagliati. Prima dei pasti mio figlio doveva essere sottoposto a insulino-terapia. Mia moglie andava ogni giorno all'asilo per fargli l'iniezione. Le veniva detto che non aveva ancora mangiato. Invece dall'indagine è emerso che gli davano il pasto alle 10,30 mentre mia moglie credeva che mangiasse a mezzogiorno e mezza e alle 12 gli faceva l'iniezione». Il bimbo dopo la terapia veniva messo in una stanza buia a dormire. «Ogni giorno ha rischiato la vita - ha ribadito il genitore - non abbiamo tuttora capito perchè quelle due donne ci mentissero su questo tema così delicato». F.A. ALTRO SERVIZIO A PAGINA 2

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