Sicurezza
Liniziativa organizzata dallAppennino Calcio si sta svolgendo al campo sportivo della Ramoscina di Gavinana
Decine di baby-calciatori al primo Junior Camp
Alessandro Sisi
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I piccoli calciatori al Junior Camp che si è svolto alla Ramoscina 2 MINUTI DI LETTURA
GAVINANA. Tanti bambini sotto il sole del campo della Ramoscina di Gavinana non si erano mai visti tutti insieme. Sono i giovanissimi futuri calciatori dell'Appennino Calcio che, martedì pomeriggio, ha inaugurato il primo Junior Camp della sua storia. Gli iscritti al primo stage sono 65 con istruttori al seguito, che per fasce di età si occuperanno, gruppo per gruppo, anche della crescita sportiva dei piccoli atleti che durante il primo raduno si sono dimostrati contentissimi, seguendo alla lettera le direttive impartite da ben otto istruttori. I bambini iscritti al primo Junior Camp sono tutti residenti sulla montagna pistoiese, partendo dai nati dal 1995 fino al 2005 che per un mese e per due volte alla settimana si ritroveranno agli ordini di alcuni ex calciatori e anche allenatori, anch'essi residenti sulla montagna, molti dei quali hanno giocato negli anni passati nelle varie rappresentavate montane. Si tratta di Roberto Borelli, Iori Marco, Alessandro Bruni, Claudio Succi, Davide Marrucci, Silvio Bronzetti e Alessandro Petrolini. Famiglie soddisfatte di questo primo mega raduno, una novità assoluta per la zona, con i genitori soddisfatti che possono contare sul fatto di sapere i loro figli al sicuro, seguiti davvero in ogni movimento e in ogni passo sul campo di calcio, ma tutto questo stride con il probabile, oramai quasi certo, addio dell'Appennino Calcio, alla montagna pistoiese e anche di questo si è parlato martedì pomeriggio. Il ritiro della prima squadra che milita nel prestigioso campionato di promozione toscana partirà come ogni anno dal campo di Gavinana (16 agosto) terreno di gioco di cui l'Appennino Calcio ha la gestione, ma le partite interne, quelle che durante il campionato si sono sempre disputate sul campo Pirandello di Ponte Sestaione, nella stagione 2011-2012 si disputeranno quasi sicuramente sul campo di Montale. «Una formazione montana, la più grossa società di calcio della montagna, quella che disputa un torneo importante con grossa visibilità in tutta la regione, la quarta squadra in ordine di importanza della provincia, non giocherà probabilmente più a Cutigliano, colpa di un terreno di gioco non idoneo, colpa di una amministrazione poco attenta ai bisogni della squadra e della dirigenza». Così si sono espressi i dirigenti montani al primo stage per bambini. «Noi vogliamo garanzie per rimanere a Cutigliano, se non le abbiamo entro pochi giorni, il terreno di gioco di Montale, sarà il nostro campo casalingo per l'intera prossima stagione. Avevamo la gestione del Pirandello, ora non l'abbiamo più, non si puo' pagare 100 Euro a partita al Comune di Cutigliano, queste cifre si pagano se abbiamo un campo all'altezza, non avendolo preferiamo, anche per non fare sempre pessime figure con la federazione regionale andare in esilio».
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