Sicurezza
Contestata la bandiera Cgil sulla torre
Gargini (Pdl) si rivolge al prefetto e al Ministero per i beni culturali
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SERRAVALLE P.SE. «Almeno la bandiera rossa risparmiamogliela!». Per la torre di Castruccio, a Serravalle Pistoiese, non c'è pace da almeno cinque anni. A dirlo, con tanto di lettera inviata in doppia copia al prefetto di Pistoia e al Ministero per i beni e le attività culturali, è il capogruppo del centrodestra Alessio Gargini. Dopo aver chiesto direttamente al sindaco Mochi, e per giunta in consiglio comunale, senza però ottener risposta convincente, il consigliere si appella direttamente alla legge. «La mia - scrive - non è e non vuol essere una battaglia di religione politica bensì un richiamo all'opportunità di issare o meno, su un'antica torre di guardia, visibile in una vasta area della Valdinievole, compreso il tratto interessato dall'autostrada Firenze-Mare, un simbolo che, con tutto il rispetto per la fase storica che rappresenta, porta quasi a qualificare un antico diritto di bando politico giuridico, ovvero, il possesso di quel luogo». A troneggiare, mossa dal vento, è la bandiera rossa con la scritta Cgil, innalzata verso il cielo per l'evento "Cgil Incontri". «Pare - dice Gargini - d'essere tornati ai primi decenni del secolo scorso con le lotte operaie e popolari alla conquista dei pennoni più alti dove issare i propri vessilli». Per risolvere la questione, un caso rimasto aperto un intero lustro senza che nessuno porgesse risposta, a questo punto non resta che appellarsi alla legge: «Si può o non si può mettere su un monumento pubblico e tutelato una bandiera che non sia, ad esclusione di momenti istituzionali particolari, quella italiana?» chiede Gargini al prefetto. «Risulta altresì quantomai bizzarro che un cittadino possa salire sulla torre e issare il vessillo senza alcuna richiesta formale e nell'indifferenza consensuale dell'amministrazione comunale». Quel luogo magico e tutelato, tuona il consigliere della Casa delle Libertà, «non appartiene alla Cgil e ai suoi orpelli festaioli di contorno». Insomma, più che un uso della torre, al capogruppo d'opposizione, sembra un vero e proprio abuso.
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