Sicurezza
Asilo Cip Ciop, un bambino diabetico rischiò di cadere in coma
Gravi o gravissimi danni psicologici per 15 bambini. Deposizione choc al processo sui maltrattamenti all'asilo Cip Ciop di Pistoia. Un genitore denuncia: «Mio figlio ha rischiato il coma. E’ diabetico e gli davano l’insulina a orari sbagliati»
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PISTOIA. Gravi danni psicologici per quindici bambini, gravissimi per quattro o cinque di loro. Un’altra deposizione choc al processo di Genova contro i maltrattamenti all’asilo Cip Ciop di Pistoia. Processo con rito abbreviato che vede come imputate le due maestre Anna Laura Scudieri ed Elena Pesce, accusate di maltrattamenti in concorso e continuati sui minori. Nell’udienza di ieri, ha deposto il pediatra Paolo Cornaglia Ferraris, riferendo sulla perizia di cinquanta pagine preparata insieme alla psicologa Susanna Mazzucchelli, che già aveva testimoniato nell’udienza del 6 giugno.
Il professor Cornaglia Ferraris, ha confermato nella sostanza il quadro riferito dalla collega Mazzucchelli. La perizia per accertare le eventuali conseguenze psicologiche riportate dai piccoli durante la loro permananza al nido Cip Ciop, è stata effettuata su 46 bambini, ed almeno per quindici di loro il pediatra ha riscontrato delle lesioni psichiche «gravi»: disturbi alimentari, insorgenza di fobie e altri problemi. Per quattro-cinque di loro, il perito ha parlato di conseguenze «molto gravi». Le due deposizioni sono servite a fornire il quadro d’insieme, dal quale già emerge un aggravamento della posizione delle maestre.
Adesso restano da esaminare i casi singoli fra quei quindici per i quali è stata accertata una gravità. Per questo il giudice ha aggiornato il processo al 20 luglio. Una domanda ricorrente, che angoscia i genitori, è quella sulla possibile cronicità dei traumi subiti dai bambini nel periodo trascorso nell’asilo di Pistoia. Il perito pediatra non è così pessimista ed esclude l’irreversibilità dei danni. Ha detto che un ruolo fondamentale per il recupero deve essere svolto da chi sta accanto a questi bambini, genitori e familiari in testa. «La parola irreversibile non esiste in psicologia» ha detto Ilaria Maggi, madre di un bambino presente ieri all’udienza di Genova e presidente dell’associazione Via dei Colori.
«Ma anche se questi bambini riusciranno a superare il trauma, le ripercussioni permarranno a livello profondo, pronte a tornare fuori con ciclicità. Certo è che questi bambini, come mio figlio che è in terapia da un anno e mezzo, in quell’asilo hanno perso anni di vita in un periodo cruciale dell’età evolutiva».
Non solo danni psicologici, ma anche fisici. A margine del processo un genitore ha raccontato che suo figlio «ha rischiato il coma ogni giorno. E’ diabetico e gli veniva somministrata l’insulina agli orari sbagliati. Mia moglie andava ogni giorno all’asilo per fargli l’iniezione. Le veniva detto che non aveva ancora mangiato. Invece dall’indagine è emerso che gli davano il pasto alle 10,30 mentre mia moglie credeva che mangiasse a mezzogiorno e mezza e alle 12 gli faceva l’iniezione».
F.A.
Il professor Cornaglia Ferraris, ha confermato nella sostanza il quadro riferito dalla collega Mazzucchelli. La perizia per accertare le eventuali conseguenze psicologiche riportate dai piccoli durante la loro permananza al nido Cip Ciop, è stata effettuata su 46 bambini, ed almeno per quindici di loro il pediatra ha riscontrato delle lesioni psichiche «gravi»: disturbi alimentari, insorgenza di fobie e altri problemi. Per quattro-cinque di loro, il perito ha parlato di conseguenze «molto gravi». Le due deposizioni sono servite a fornire il quadro d’insieme, dal quale già emerge un aggravamento della posizione delle maestre.
Adesso restano da esaminare i casi singoli fra quei quindici per i quali è stata accertata una gravità. Per questo il giudice ha aggiornato il processo al 20 luglio. Una domanda ricorrente, che angoscia i genitori, è quella sulla possibile cronicità dei traumi subiti dai bambini nel periodo trascorso nell’asilo di Pistoia. Il perito pediatra non è così pessimista ed esclude l’irreversibilità dei danni. Ha detto che un ruolo fondamentale per il recupero deve essere svolto da chi sta accanto a questi bambini, genitori e familiari in testa. «La parola irreversibile non esiste in psicologia» ha detto Ilaria Maggi, madre di un bambino presente ieri all’udienza di Genova e presidente dell’associazione Via dei Colori.
«Ma anche se questi bambini riusciranno a superare il trauma, le ripercussioni permarranno a livello profondo, pronte a tornare fuori con ciclicità. Certo è che questi bambini, come mio figlio che è in terapia da un anno e mezzo, in quell’asilo hanno perso anni di vita in un periodo cruciale dell’età evolutiva».
Non solo danni psicologici, ma anche fisici. A margine del processo un genitore ha raccontato che suo figlio «ha rischiato il coma ogni giorno. E’ diabetico e gli veniva somministrata l’insulina agli orari sbagliati. Mia moglie andava ogni giorno all’asilo per fargli l’iniezione. Le veniva detto che non aveva ancora mangiato. Invece dall’indagine è emerso che gli davano il pasto alle 10,30 mentre mia moglie credeva che mangiasse a mezzogiorno e mezza e alle 12 gli faceva l’iniezione».
F.A.
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