Il Tirreno

Pistoia

Terremoto, danni a due chiese

Elisa Valentini
La chiesa di Rivoreta ha riportato lievi danni
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La chiesa di Rivoreta ha riportato lievi danni

Crepe a Rivoreta e al Melo. Prima allerta del Centro operativo comunale

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 CUTIGLIANO. Primo giorno di attività per il Centro operativo comunale, inaugurato durante lo sciame sismico che domenica ha interessato l'Appennino Pistoiese. Il prefabbricato di piazzale Fabio Danti (Ponte Sestaione) aveva già funzionato in alcune simulazioni, come la Terex 2010 che, ipotizzando il distacco di un costone sopra Rivoreta, ne fece evacuare i 60 abitanti.  Ma la realtà è diversa e Cutigliano non si è fatto cogliere impreparato. Tutto è cominciato alle 16.34, quando un terremoto di magnitudo 3.6 scala Richter con epicentro in località Livogni (Casotti di Cutigliano) ha scosso sensibilmente il territorio montano.  «Dopo aver consultato il tecnico comunale Federico Bonechi, ho compiuto un giro di ricognizione in tutte le frazioni - spiega Carluccio Ceccarelli, sindaco e massimo referente della protezione civile nel suo comune, che ha lanciato l'allerta e partecipato direttamente alle operazioni - per ora sono stati rilevati lievi danni solo alla canonica di Rivoreta e al Melo. Ma, oltre alla verifica sul patrimonio edilizio di interesse pubblico, artistico e religioso, ho voluto incontrare e rassicurare la gente che, allarmata, era uscita dalle proprie abitazioni».  Sono seguite quattro scosse più lievi (magnitudo 3.2; 2; 2.4 e 2.1), tutte con epicentro situato fra Corno alle Scale e Madonna dell'Acero alle ore 18.49, 19.22, 21.05 e 21.52.  «Mezz'ora dopo la prima scossa abbiamo attivato lo stesso meccanismo Terex sperimentato durante la simulazione - prosegue Bonechi - alle 21 ho indetto una riunione con le forze istituzionali e di volontariato locali su cui contare in caso di emergenza: protezione civile, carabinieri, polizia municipale, Misericordia, alpini, Gruppo trekking, tecnici e operai comunali. Al sindaco Ceccarelli e agli assessori Pieracci e Pistolozzi di Cutigliano, si è affiancato Giampiero Danti, primo cittadino di Abetone, comune a più alto rischio di isolamento in caso di crolli e smottamenti».  Il summit ha prodotto un piano d'azione con suddivisione delle competenze territoriali fra le squadre di soccorso. L'istallazione di radio, fax e computer hanno permesso il contatto continuo con l'ingegner Guarducci della Regione Toscana e il geometra Paolieri della protezione civile di Pistoia.  «L'apparato predisposto, col Coc e due pubblici esercizi aperti anche di notte, rimarrà in stand-by per 36 ore, come suggerito dal Servizio sismico nazionale. Il terremoto di buio fa più paura, la popolazione si sente rassicurata se ha un punto di riferimento dove rifugiarsi, prendere una bevanda calda e ottenere informazioni in tempo reale».  Insomma, tutto ha funzionato bene in questa sorta di "esercitazione" tenuta su un evento reale, la cui efficienza è stata lodata dalla stessa Regione Toscana.  Il sisma, seppur avvertito, ha suscitato un allarmismo molto minore nel comune di San Marcello. «Ci siamo tenuti in contatto con la sala operativa di Pistoia- spiega il sindaco Strufaldi - ma non abbiamo lanciato l'allerta, poiché le scosse sono andate decrescendo».

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